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Primo tempo imbarazzante, il resto non basta. Cara Italia, dovevi partire meglio di così

Primo tempo imbarazzante, il resto non basta. Cara Italia, dovevi partire meglio di così TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 22:52Serie A
La giovane Italia di Roberto Mancini non vince, anzi perde, ma soprattutto non convince. Il primo tempo con il Belgio è stato inaccettabile

Quel pasticciaccio brutto di Maldini e Leonardo. Guardiola che resta a Barcellona. Malagò che vuole a tutti i costi Roberto Mancini, mentre mezza Serie A lo implora di prendere Conte. Malagò che sceglie la prima capodelegazione nella storia della Nazionale e apre il conflitto con il Coni. Malagò che rischia di finire commissariato. C’erano tantissimi motivi per cui speravamo che la prima Italia nel bis del Mancio in panchina ci facesse subito reinnamorare dell’azzurro. E non siamo nemmeno risaliti al ko di Zenica, ai Mondiali vissuti da spettatori, a un’altra estate guardando gli altri giocare, gioire e soffrire. Sono bastati gli ultimi tre mesi a spiegare perché, all’Olimpico, c’era un solo obiettivo: convincere. E poi magari vincere.

È giovane, ma non balla

Non è una bocciatura, perché Mancini ne ha di lavoro da fare e si sapeva. Ha anche chiamato tanti giovani, alcuni dei quali è lecito che non reggano il peso dell’azzurro. Pesca da un campionato forse più veloce e divertente, ma non per questo meno mediocre rispetto al resto d’Europa. Di difficoltà, insomma, è irto il percorso. Certo, speravamo di vedere di meglio.

L’Italia, a cospetto del Belgio - una nazionale che ai Mondiali ha giocato solo una partita bene, e solo perché Infantino l’aveva provocata con il caso Balogun - ha giocato in maniera passabile un quarto d’ora o poco più. Il primo tempo ha rasentato l’impresentabile, la ripresa è iniziata con un piglio diverso, poi è arrivato il 2-0 belga e giù di fischi. Quelli di un Paese che, dopo aver sentito tanti calciatori sentire che era il momento di restituire qualcosa, di cancellare la Bosnia, si è sentito nuovamente tradito. È un lusso che la Nazionale non può più permettersi da un bel pezzo.

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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