ESCLUSIVA TB - Mutti: "La situazione è difficile, e senza certezze si fa fatica a migliorare. Torrente? L'allenatore ha poche colpe"
Ci risiamo. Nuovo passo falso del Bari, che ieri sera contro il Cittadella, ha riproposto la sua solita fragilità e la sua, inquietante, poca forza. I biancorossi, per l'ennesima volta in questa stagione, deludono le aspettative e non vincono, mettendo in piazza tutti i limiti di una squadra che ora è a soli due punti dal quint'ultimo posto occupato dal Brescia, avversario del galletto domenica prossima.
Tanti, forse troppi i mali di questo gruppo, inadeguato in campo e per nulla sostenuto dai piani alti di via Torrebella. In tanti, soprattutto dopo l'ennesimo flop, hanno puntanto il dito nei confronti di mister Torrente, reo di non aver dato uno stralcio di gioco alla sua squadra, priva, oltrettutto, di una identità ben definita.
Ma sarà tutta colpa dell'allenatore ex Gubbio? Ognuno è libero di farsi l'idea che vuole ma, nella vita in generale, quando le cose vanno male come al galletto, il responsabile non può, e non devrebbe mai essere ricercato in un singolo soggetto. Questo è, anche, il pensiero composto dell'ex tecnico del Bari, Bortolo Mutti, che intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ha così descritto il momento no del galletto: "Credo che ci siano una serie di circostanze che non permettono al Bari di trovare la giusta continuità. Non sottovalutiamo i diversi infortuni che, inevitabilmente, stanno condizionando il lavoro di mister Torrente, costretto a cambiare fisionomia alla sua squadra tutte le volte. Purtroppo ci vuole pazienza, non è semplice in una situzione del genere, dove le certezze, a tutti i livelli, anche societari, sono davvero poche. Torrente ha ereditato una situzione difficilissima, ed è alla sua prima esperienza in campionato tosto come quello di B".
Giustificazioni a parte, però, la squadra non ha ancora raggiunto una sua identità... "Come detto, non è semplice. Convivere con tutte le problematiche che il Bari si porta dietro non aiuta il tecnico, e neppure i giocatori. Manca serenità, e quando si lavora in queste condizioni, diventa difficile per chiunque trovare le giuste contromisure ai problemi del campo. Trovare continuità è impresa ardua per via di quanto detto sin'ora. Certo, il Bari deve ora stare attento alla zona calda, in cui pian piano sta cadendo. Ci vorrà il massimo sforzo di tutti ma, come dicevo, senza solidità e certezze, soprattutto societarie, sfido chiunque a fare meglio di così".
La paura, ora, è quella di commettere errori già commessi la passata stagione, allorquando, per capricci vari, si tardò notevolmente il cambio in panchina. Cambio che, se avvenuto in tempi ragionevoli, avrebbe permesso al Bari, ed a lei che lo allenava, di tentare il miracolo, obiettivamente impossibile da consumare da febbraio in poi... "Sono situzioni completamente diverse. Io fui chiamato a ricomporre un gruppo smarrito, e a concludere nei migliore dei modi una stagione nata male sotto tutti i punti di vista. Certo, non bisogna sottovalutare la situzuione attuale, e la classifica, che rischia di peggiorare se le cose, già da domenica contro il Brescia, non dovessere prendere una piega diversa da quella assunta sin'ora. Credo, comunque, che non sia Torrente il problema. Chiunque al suo posto troverebbe difficoltà".
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