ESCLUSIVA - Giampaolo: "Norma sulla Primavera sbagliata: così..."
La notizia posta in essere dall’assemblea di Lega, riunitasi nel pomeriggio di ieri, è stata un autentico fulmine a ciel sereno: niente più campionato per le formazioni Primavera di serie B, tra cui quella biancorossa.
Come riportato anche dalla nostra redazione, la nuova riforma che andrebbe ad intaccare la geografia del Campionato Primavera, non può ancora assumere i crismi dell’ufficialità poiché, in base all’articolo 50 delle Norme Organizzative Interne delle Figc, la decisione sarà esaminata dal Consiglio Federale che si svolgerà il prossimo 13 luglio, ultimo atto di questa intricata vicenda.
Aspettando dunque l’ufficialità, si è cercato di far luce sul caso e la nostra redazione ha contattato l’allenatore del Bari Primavera Federico Giampaolo che ha espresso il suo parere circa il provvedimento del nuovo format: “Non è assolutamente una decisione giusta. – ha sentenziato il mister abruzzese in esclusiva ai nostri microfoni – La presenza di sole squadre di serie A penalizza notevolmente i settori giovanili di società che da sempre si dimostrano attente alla crescita del calcio italiano. Parliamo di club come il Bari ma anche l’Empoli o il Palermo appena retrocesso in serie B. L’esclusione dei vivai della serie cadetta porterà solo alla mancanza di confronto e di competizione, come è giusto che sia, con le realtà della serie A. Invece, trovo sbagliato e controproducente voler costruire due soli gironi con 20 squadre di A per alimentare la competizione. Non vedo proprio il motivo di una simile spalmatura che va a minare la crescita dei ragazzi”.
Quindi per quanto concerne il futuro dei giovani talenti, e restando in casa biancorossa si pensi al passato dei vari Loseto, Amoruso, Ventola o Cassano, lo spazio dedicato ai campioncini nell’anticamera del calcio professionistico chiamato Primavera sarà esiguo, se non del tutto inesistente. In proposito, Giampaolo è abbastanza esplicito: “Se verrà preso un simile provvedimento, ma ne dubito fortemente per il bene del calcio, il settore giovanile è destinato inevitabilmente a morire. I migliori ragazzi – ha proseguito Giampaolo – saranno costretti ad andare via, puntando verso altri lidi dove potranno ottenere quella visibilità tanto desiderata. Ma sono convinto che la nuova norma non passerà.”
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