ESCLUSIVA - Vicino: "Vivere in prima squadra è stato stupendo"
Un sogno toccato con mano dopo tanti anni di duro lavoro nelle giovanili sino ad arrivare in prima squadra, quasi per caso. Così come, sempre per caso, è arrivato anche il debutto, in panchina, a Brescia, lo scorso 16 marzo (10^ di ritorno dell'ultimo campionato): il Bari, impegnato allo stadio 'Rigamonti', pareggia. Ma il risultato non conta, almeno per Paolo Vicino, secondo di Lamanna - per la prima volta - complice le non perfette condizioni fisiche di Alex Pena.
L'incoronamento di un sogno, o poco ci manca. L'emozione è stata comunque tantissima. La magia di quel pomeriggio bresciano, però, non tarda a sfiorire: dalla giornata successiva, ovvero quella casalinga contro il Padova, Vicino torna infatti in tribuna, a fare il terzo. Ma poco importa, la soddisfazione è stata unica: "Si, è certamente il ricordo più prezioso che ho della mia giovanissima carriera - confida il giovane portiere in esclusiva a TuttoBari.com -. Non ci credevo neanche. Quando ho saputo che Pena non ce l'avrebbe fatta ho vissuto sentimenti contrastanti: ero dispiaciuto per Alex, ma contento per me. Non capita tutti i giorni di esordire, seppur in panchina, in serie B, in cui mi piacerebbe giocare presto". Ambizioso, non c'è che dire.
Per gli amanti della storia ricostruiamo il suo percorso. Paolo Vicino, portiere classe 95, è cresciuto nel settore giovane biancorosso sino a diventare titolare della formazione Primavera di mister Giampoalo. Poi, un po a sorpresa, viene aggregato alla prima squadra lo scorso gennaio complice la partenza dell'allora terzo portiere Pentimone, che con Vicino condivide le origini: sono entrambi, infatti, di Gravina in Puglia. Saranno, sino a maggio, mesi importantissimi per il baby portiere che, impegnato stabilmente tra i senior, ha modo di crescere ed imparare molto da quelli che lui stesso definisce autentici maestri, di calcio e professionalità, tra cui spicca Eugenio Lamanna: "Quando mi sono ritrovato in prima squadra ho subito legato bene con tutti i compagni, che con il sottoscritto sono stati sempre fantastici. Cosi come i dirigenti che mi hanno visto crescere, come il sig. Geria (oggi alla Juventus, ndr) e il direttore Angelozzi. Tra i compagni - svela - dico Lamanna, e non solo per il ruolo. E' un ragazzo incredibile, unico in fatto di generosità e professionalità. Credo che meriterebbe di giocare in A, ma anche a Siena farà valere la sua forza. Un difetto? E' troppo buono..."
Ma di maestri bravi, e decisivi, nella sua crescita professionale ce ne sono stati altri, che Vicino dopo ricorderà con molto piacere: senza il loro apporto, senza la loro fiducia, oggi forse il portiere di Gravina non avrebbe fatto questo mestiere, e avrebbe da un pezzo accantonato un sogno che, invece e con assoluta tenacia, intende perseguire: "Inutile dire che spero di poter tornare presto in prima squadra, e dare seguito alla mia crescita. Obiettivi non me ne pongo, ma è chiaro che il sogno di tutti è quello di giocare in serie A. Io, per il momento, volo basso e lavoro, ed in attesa che qualcuno mi dia indicazioni diverse, sono pronto mentalmente per la prossima stagione con la Primavera del Bari. Le cose, se devono succedere o arrivare, arriveranno con il lavoro. E per questo sono sereno".
Obiettivo, dunque, la prima squadra. Su di lui, poi, alcuni rumors di mercato, alcuni interessamenti di cui, però, non si conosce tantissimo. Ma è prematuro parlarne ora. Di tempo ce n'è. Le qualità che il Bari ha visto in Vicino iniziano a fiorire. Nulla, però, succede per caso: dietro la riuscita di un atleta c'è il lavoro, suo e dei suoi allenatori, spesso autentiche guide per ragazzi che, in giovane età, sfidato il sogno di diventare giocatori: "Devo tutto, praticamente, a chi da ragazzino mi ha dato fiducia e consigli preziosissimi - ammette Vicino -. Penso ai primi allenatori che ho avuto ai tempi dei Giovanissimi come mister Alberga, che era proprio il responsabile di noi portieri. Alberga (ex giocatore del Bari, ndr) mi ha insegnato tantissimo, soprattutto a non mollore. Un uomo incredibile, di una serietà incredibile. E' grazie a persone come lui che, di tanto in tanto, i settori giovani riescono a sfornare buoni prospetti. Non mi stancherò mai di ringraziarlo. Poi - prosegue l'estremo biancorosso - non posso non ricordare con affetto le tante esperienze fatte in questi anni, anche in Nazionale. Ho avuto la possibilità di partecipare ad alcuni raduni a Converciano con l'Under 15 e 16, i cui selezionatori erano Andrea Pazzagli e Angelo Peruzzi. Professionisti che ti trasmettono qualcosa di buono ed utile per il tuo cammino con il semplice sguardo. Non posso lamentarmi degli insegnamenti ricevuti, e credo di averne fatto tesoro. Soprattutto, cerco di trasferirli poi in campo, in allenamento e in partita. Sono un tipo che non si arrende mai".
Umiltà, talento, lavoro e tanta determinazione: il Bari con Vicino potrebbe avere, almeno per la porta, un futuro sereno e garantito.
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