Matarrese: "Il Bari è una delle cose più care che ho. Nelle ultime settimane..."
Il Comune ha deciso per la linea dura: l’As Bari potrebbe fallire. Per il sindaco questo è l’unico modo per porre fine ad una lenta agonia e salvare la Serie B. Ma per i proprietari della società? Antonio Matarrese, in una lunga intervista concessa a La Repubblica, ha commentato a caldo: “Così in basso non pensavamo ci costringessero ad arrivare". Dal pignoramento del cartellino di Galano, definito “una pagliacciata", alle motivazioni della delibera comunale: “Siamo in campagna elettorale”.
L’imprenditore barese, nonostante tutto, ha parole d’affetto per il club biancorosso: “Emiliano ci sta praticando l'eutanasia. Il Bari è una cosa di famiglia, una delle cose più care che ho, che sta male, malissimo. Il sindaco mi pare che abbia deciso di staccare la spina. Senza valutare che sì, ammazza il Bari, ferisce i Matarrese, ma così muore anche la città”. Un’azione, quella del sindaco, che ha riscosso il favore del tifo: “E lo so. Emiliano è simpaticamente imprevedibile e non è vero che non sa fare la politica. Anzi: riesce a capire prima degli altri la pancia della gente e va esattamente in quella direzione in modo tale da cercare il consenso. La città gli vuole bene per questo motivo, il rapporto è quasi incestuoso, altalenante, però esiste. La città vuole questo e lui lo dà”
La gente è stanca di una sopravvivenza senza futuro e chiede a gran voce il fallimento della società. Matarrese ribadisce la posizione della famiglia: “Non è certo con questa delibera lo faranno. Però certo fanno un atto forte. Che rischia di essere fortemente controproducente. Noi sono anni che diciamo di voler vendere il Bari, ma non possiamo dare una nostra figlia nelle mani del primo che capita. Fino a oggi non sono arrivate proposte ricevibili. Ero fiducioso nelle ultime settimane. Ora questa decisione del Comune spero non crei problemi”.
Dunque, i potenziali acquirenti esistono: “So che Gianluca Paparesta aveva in piedi trattative molto avanzate. Però che imprenditore si avvicina a una squadra, a una società condannata a morte dalla sua stessa città? È un po' - l’ex (o ancora attuale?) presidente del Bari passa alla politica - come quello che ho visto accadere alla Camera, con i grillini. Si offende il buon senso, io capisco che la gente sia arrabbiata e che quella rabbia necessiti di una rappresentazione, però esiste un modo, un'etica. La politica non è come il calcio”. Poi, affonda il colpo: “Vedo frange che si eccitano tra di loro, non hanno un briciolo di pudore, etica, rispetto per i luoghi. Guardate quello che sta accadendo alla Camera: odio produce odio, violenza. È il meccanismo delle tifoserie organizzate, quello che avviene nelle curve peggiori. Però le curve quando esagerano si chiudono. E invece le aule della Camera, quelle del consiglio comunale, non si possono mica sbarrare".


