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Bomber dentro e fuori dal campo. Con Protti se ne va l'ultimo mito degli attaccanti di provinciaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 10:25Serie A
di Tommaso Bonan

Bomber dentro e fuori dal campo. Con Protti se ne va l'ultimo mito degli attaccanti di provincia

Igor Protti avrebbe compiuto 59 anni a settembre. Ma lo sgradito ospite, come lui stesso chiamava la malattia con cui combatteva da un anno, non ha fatto sconti. Nemmeno a lui, che di coraggio e tempra ha cosparso un'intera vita tra i campi di provincia e non solo. Negli ultimi mesi aveva condiviso momenti difficili, alternati a piccole riprese, sempre con la sua acclarata sincerità nel dire le cose, che poi era una delle sue caratteristiche più amate dai tifosi. Oltre ai gol, s'intende. E quando parliamo di tifosi, intendiamo proprio tutti i tifosi. Non solo quelli di Livorno e Bari, le piazze a cui indissolubilmente ha legato la propria vita. Di partite ne ha vinte tante, Igor Protti. Ma non l'ultima. Quel tumore al colon, visto come una gara "iniziata sotto 3-0", alla fine ce l'ha fatta, pur senza togliere la dignità ad uno dei protagonisti più amati degli anni Novanta e Duemila. Di lui si possono raccontare tante cose, la carriera straordinaria parla da sola. Del resto, diventare capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C è cosa per pochi. Ha corso, sudato, lottato e segnato in ogni categoria. Dopo gli inizi a Rimini e la consacrazione a Bari, era arrivato a Livorno nel '99. Da quel momento, la sua storia personale e quella della città si sono intrecciate per sempre. Anche dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Soprannominato lo Zar, è stato anche l'unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa. A suo modo, un altro record in un libro dagli infiniti capitoli. Gli ultimi, quelli che hanno riguardato più l'uomo oltre che il calciatore, risalgono a dicembre 2025, quando svolge il ruolo di tedoforo nella staffetta che porta a Livorno la fiamma olimpica di Milano Cortina. Poche settimane dopo, il 3 gennaio 2026, riceve dal Comune labronico la "Livornina d'oro", massima onorificenza della città. Poche settimane fa l'ultimo messaggio che aveva commosso l'Italia. Nonostante la sofferenza e le difficoltà, ha voluto accompagnare la figlia Noemi all'altare nel giorno del matrimonio. "Che il mondo vi regali un mondo di serenità. Coltivate ogni giorno il vostro amore", aveva scritto agli sposi. Buon viaggio Igor, ti diciamo noi, mito degli attaccanti di provincia.