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Marchese: "Catania tra le favorite. Longo? Bisogna dare fiducia agli allenatori"

autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 11:33Serie C
autore Daniel Uccellieri
30.09.2026 11:33Serie C
Marchese analizza il momento del Catania e difende Longo: "Bisogna dare tempo agli allenatori. Catania e Bari tra le favorite".
Federico De Luca
Federico De Luca
L'ex Catania Giovanni Marchese è intervenuto alla radio ufficiale di TuttoMercatoWeb per parlare del momento degli etnei Parlavamo del Catania, che sabato sarà impegnato alle 20.30 contro il Crotone, una squadra che lei conosce molto bene. È un inizio particolare e complicato, perché tutti ci aspettavamo un Catania tra le favorite, tra le big del girone, invece ha iniziato un po' a rilento. Che idea si è fatto di questo avvio di stagione? "Il Catania non ha iniziato proprio alla grande come ci si aspettava, però alla fine sono sei i punti dalla prima. Secondo me, insieme al Bari, è tra le squadre favorite del campionato. Ci sono anche delle sorprese, come il Sorrento, che in questo momento è lassù, ma è comunque una buona squadra. Il Catania rimane sempre tra le squadre più favorite insieme al Bari. Queste due, secondo me, sono le squadre favorite del campionato. Però anche squadre come la Salernitana, il Sorrento e il Potenza cercano ogni anno di fare bene e di alzare l'asticella. È un girone veramente molto difficile, questo girone C di Lega Pro. Resto sul Catania, che ha rivoluzionato parecchio quest'estate e ha deciso di affidare la panchina a un tecnico esperto per la categoria come Emilio Longo. Anche lui, però, è finito un po' nel mirino: si è parlato di sostituzione e di esonero. Lo ha detto anche lui dopo aver vinto una sfida importante: "Se parlare di esonero porta a questi risultati, venga a parlarne tutte le giornate". Che idea si è fatto della scelta di Longo per il Catania? "Longo è un allenatore esperto, da tanti anni allena in categorie come la Lega Pro e ha sempre fatto bene nei suoi campionati. Ho avuto la possibilità e il piacere di osservare anche i suoi allenamenti con il Catania: è un allenatore preparato e con carattere. Ovviamente bisogna dare tempo. Sono arrivati tanti giocatori nuovi e proprio lui diceva che all'inizio della stagione partiva quasi sempre male con le sue squadre, per poi ritrovarsi ai vertici, facendo molto bene e chiudendo il campionato alla grande. Bisogna quindi dare tempo agli allenatori. Se la società crede in un allenatore, bisogna portarlo avanti, a meno che non succeda qualcosa di particolarmente grave. L'allenatore deve sentire la fiducia della società e dei giocatori: se la sente, continuerà per la sua strada nel migliore dei modi. Bisogna dare un po' di fiducia agli allenatori. Una cosa che in questo avvio di stagione è successa poco. In tutte le categorie ci sono stati tanti cambi in panchina, ma è purtroppo la regola del calcio: appena si perde una partita, anche nelle categorie inferiori, spesso si manda via l'allenatore. "È diventata una moda. Io penso che quando si fa una scelta bisogna dare un po' di tempo all'allenatore. Se torniamo indietro e parliamo di Gasperini e dell'Atalanta, aveva perso quattro gare in cinque giornate e poi ha fatto grande l'Atalanta. Resto sul girone C, perché abbiamo parlato del Bari, una delle big del campionato e tra quelle che stanno facendo meglio. Ha gli stessi punti del Potenza, in cima alla classifica, con 16 punti. Il Bari, però, paga la grossa penalizzazione di giocare le gare casalinghe in un San Nicola deserto. È uno stadio enorme che potrebbe spingere tantissimo, mentre giocarlo in quel deserto diventa quasi un handicap per il Bari. "Io ho giocato al San Nicola, è uno stadio meraviglioso. Quando c'è, la gente si fa sentire e il calore dei tifosi del Bari è importante. Purtroppo stanno giocando in uno stadio vuoto e c'è anche una rottura tra la società e la tifoseria. Per il bene della squadra sarebbe l'ideale che i tifosi tornassero a vedere le partite, però hanno sofferto per alcuni anni e quindi ci sta questo distacco tra tifosi e società. Se i risultati del Bari continueranno a essere positivi, però, la gente potrebbe essere riconquistata immediatamente. Il tifoso vuole vedere i fatti, i punti, vuole vedere i risultati della società. Quindi, se il Bari continua ad andare bene, penso che anche il San Nicola dirà la sua. Non dico che arriverà al 100%, ma sicuramente potrà tornare a farsi sentire. Resto sul girone C e su un'altra squadra che lei conosce molto bene, la Salernitana. Diversamente da quanto successo con il Bari, l'inizio di stagione è stato decisamente al di sotto delle aspettative, sia in Coppa Italia, con l'eliminazione, sia in campionato. La Salernitana è al dodicesimo posto con nove punti e appena due vittorie. È un cammino complicato. "Non è un momento positivo e la Salernitana non sta dando le risposte che tifosi, società e addetti ai lavori si aspettavano. Però il cammino è ancora lungo. La prima parte della stagione è sempre più semplice rispetto al ritorno, quando le partite diventano più difficili, quindi la Salernitana dovrà cercare di tenere il passo per non allontanarsi dalle prime e poi, eventualmente, intervenire sul mercato di gennaio come fanno tantissime altre squadre. Penso comunque che il cammino sia ancora lungo e sia presto per parlare di campionato". Domenica la Salernitana ospita il Bari, una partita dal sapore di Serie B, ma quasi anche di Serie A per il blasone delle due squadre. Può essere la chiave di volta della stagione? Vincere contro una big come il Bari potrebbe dare quell'iniezione di fiducia di cui ha bisogno la squadra? "Certamente. Vincere porta fiducia tra i giocatori, nello staff, nella società e nella tifoseria. Sarebbe quindi importante per la Salernitana. Anche un pareggio potrebbe essere un risultato positivo, mentre una sconfitta aumenterebbe inevitabilmente la demoralizzazione. Però, ripeto, il cammino è ancora lungo e può succedere di tutto. Per tenere il passo bisogna cercare di sbagliare il meno possibile: quando perdi e pareggi, poi devi cercare di recuperare soprattutto nelle gare esterne. Sicuramente è una partita importante soprattutto per il morale, più che per la classifica. Anche la classifica conta, ma in questo momento credo che l'aspetto principale sia quello psicologico. Il Bari sta dimostrando di esserci e questo conferma quanto dicevo prima: è un girone in cui tutti possono vincere contro tutti".

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