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Caravello: "Basta calcolatrici in Serie C, il minutaggio dei giovani è un errore. Serve meritocrazia"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 11:06Serie C
di Daniel Uccellieri

Caravello: "Basta calcolatrici in Serie C, il minutaggio dei giovani è un errore. Serve meritocrazia"

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Ospite di TMW Radio, all'interno della trasmissione 'A Tutta C', Danilo Caravello, procuratore sportivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento del campionato di Lega Pro: Partiamo dal sistema calcio. Dopo l'ennesimo Mondiale sfumato e le dimissioni ai vertici, da dove si deve ripartire? In particolare, cosa serve alla Serie C per aiutare davvero il movimento italiano? "Bisogna muoversi come sistema, non mi stancherò mai di ripeterlo. La Serie C deve essere un ingranaggio di un meccanismo che coinvolge Serie A e Serie B. Se continuiamo a ragionare "lega per lega", commetteremo gli stessi errori degli ultimi vent'anni. Dobbiamo chiederci: se non avessimo sbagliato quei rigori e fossimo andati al Mondiale, per quanto tempo avremmo continuato a fare danni? Secondo me, la Serie C va preparata come gli altri campionati. Toglierei tutte le regolamentazioni sui giovani, che considero profondamente sbagliate: bisogna puntare sulla tecnica e sulla meritocrazia. Non è possibile vedere squadre in campo con la "calcolatrice" per rispettare il minutaggio obbligatorio e incassare i contributi. I giovani vanno fatti giocare perché sono bravi e meritevoli, non per imposizione. Chi non è all’altezza del professionismo troverà altri livelli. Serve poi una defiscalizzazione per i club delle categorie inferiori e, magari, l’introduzione di una nuova distinzione tra C1 e C2 o un semiprofessionismo sostenibile. Infine, ripartiamo dai settori giovanili privilegiando la tecnica rispetto alla tattica e ai risultati a tutti i costi. Altrimenti, tra dieci anni, saremo ancora qui a parlare degli stessi problemi". Sul minutaggio degli under tocca un punto dolente: spesso in C vediamo un mercato incredibile di portieri e terzini giovani che, appena superata l'età da "contributo", finiscono disoccupati... "Esattamente. Questo sistema toglie posto a giocatori di 24-25 anni che vengono etichettati come finiti quando avrebbero ancora molto da dare. Pensiamo a casi come Baschirotto, emerso in età più avanzata: con queste regole, certi talenti non verrebbero mai fuori. All'estero un classe 2007 o 2008 non è considerato un bambino: a 17-18 anni o sei un calciatore o non lo sei. Mi fa sorridere chi considera "giovane" un 2004 o un 2005 che esce dalla Primavera: a vent'anni si deve essere già pronti per il calcio vero". Passiamo al campo. In Serie C il Vicenza ha incantato, ma ora il Benevento è a un passo dalla B. Sabato c'è il match point nel derby contro la Salernitana. È fatta? "Al di là della scaramanzia, quando arrivi a quattro giornate dalla fine con nove punti di vantaggio, il campionato puoi solo perderlo tu. Le inseguitrici dovrebbero vincerle tutte e sperare in un tuo crollo totale. Il Benevento ha dimostrato di meritarlo: dall'arrivo di Floro Flores ha sbaragliato la concorrenza, costringendo Salernitana e Catania a cambi tecnici anche drastici. Hanno fatto un campionato sopra le righe con una striscia di vittorie incredibile; ora devono solo gestire l'eventuale "braccino del tennista", ma credo che il risultato lo porteranno a casa a breve". A proposito di cambi tecnici, ha stupito la scelta del Catania: via Toscano per Vialli proprio in piena corsa play-off. Come la interpreta? "Cambiare guida tecnica dopo una vittoria e mentre si lotta per il secondo posto presuppone una virata radicale nella filosofia calcistica. Probabilmente la società ha voluto resettare il progetto tecnico in ottica play-off o già pensando alla prossima stagione, ma è sicuramente una mossa forte". Nella lotta per le posizioni di vertice, l'Arezzo ha subito la rimonta dell'Ascoli, che ora ha vinto lo scontro diretto. Chi vede favorito per il primo posto? "L'Arezzo ha fatto cose incredibili nella prima parte, ma ultimamente è calato fisicamente e psicologicamente. L'Ascoli, di contro, ha fatto una rincorsa pazzesca: quando inanelli 7 o 8 vittorie consecutive, l'inerzia cambia totalmente. Ora i punti di distacco sono solo due e l'entusiasmo ad Ascoli è un traino fortissimo. Darei un 55% di possibilità all'Arezzo solo perché è ancora avanti, ma il prossimo turno sarà decisivo". Un'ultima battuta sulla formula dei playoff: è giusto che coinvolga così tante squadre o penalizza troppo chi arriva secondo? "È una formula divisiva. Da un lato tiene vivo l'interesse e la regolarità del campionato fino all'ultimo, perché quasi tutti hanno un obiettivo. Dall'altro, per un discorso meritocratico, i playoff limitati alle prime cinque posizioni erano più giusti. Ad oggi, i playoff sono un "campionato nel campionato". Le seconde sono favorite sulla carta, ma spesso vince chi ci arriva lanciato e in forma fisica. Serve anche quel pizzico di fortuna affinché tutti i tasselli si incastrino al momento giusto".