Caratteristiche e moduli del passato danno un'idea di come può giocare il Bologna di Palladino
I primi interrogativi sono sorti, nelle menti dei tifosi del Bologna. Dopo l'avvicendamento in panchina, con l'esonero di Domenico Tedesco e l'arrivo di Raffaele Palladino, come giocherà la squadra dopo le prime 4 giornate di campionato? Una risposta che oggi, probabilmente, non ha neanche lo stesso tecnico campano che si prenderà i primi allenamenti con la squadra per sbrogliare i dubbi.
Il 3-5-2 non sembra attuabile
Tutto partirà inevitabilmente dalla proposta difensiva. Perché se è vero che numericamente esisterebbero i centrali per proporre una linea a 3, per caratteristiche e idee questo Bologna non sembra potersi disegnare così. E lo stesso Tedesco aveva ammesso come la rosa fosse stata pensata per schierarsi a 4. Salvo colpi di scena, quindi, questa sarà la direzione.Il 4-2-3-1 è la soluzione più probabile
Una scelta che lo stesso Palladino aveva dovuto fare anche alla Fiorentina. Inizialmente il tecnico andò avanti nella sua idea di proporre il 3-5-2, salvo poi cambiare strada in corso d'opera anche per le pressioni di società e ambiente. E così quel campionato la Fiorentina lo finì col 4-2-3-1. Quello che di fatto sembra essere il destino del Bologna, che già con Tedesco vestiva questo abito tattico. Con delle variazioni di movimenti e trame di gioco soprattutto per quel che riguarda il lavoro degli esterni e la posizione del trequartista. E come questi si dovranno legare alla punta di riferimento.Altre notizie
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