ESCLUSIVA TC - VITTORIO PUSCEDDU: "Vittoria col Bologna preziosissima, ma non possiamo regalare sempre un tempo agli avversari. A Frosinone giocherei a viso aperto, per vincere. Il reparto da rinforzare? La difesa: prenderei uno o due centrali"
Senso della posizione, pulizia nei tackle, corsa, esplosività e tecnica da vendere. Ma, soprattutto, il suo sinistro tellurico al fulmicotone: uno spauracchio – spesso una sentenza – per le barriere e per i portieri avversari.
Vittorio Pusceddu da Buggerru rientra a pieno titolo tra i terzini sinistri più forti che abbiano vestito la maglia del Cagliari dal 1920 ai giorni nostri. Militò in rossoblù in due periodi distinti: nella sua seconda avventura in riva al Poetto visse l’epopea più fulgida degli ultimi quarant’anni di storia del club, contribuendo in modo decisivo alla qualificazione in Coppa Uefa e poi sfiorando, assieme ai ragazzi terribili della banda guidata da Bruno Giorgi, il clamoroso trionfo continentale.
Ancora legatissimo ai colori della squadra che rappresenta la sua terra, Pusceddu segue sempre con attenzione il cammino del neopromosso Cagliari di Claudio Ranieri. E, riguardo a quello che servirebbe alla squadra per vivere con maggiore tranquillità il girone di ritorno e salvarsi in panciolle, ha le idee molto chiare.
Vittorio, che Cagliari ci lascia in dote il preziosissimo successo casalingo di domenica scorsa contro il Bologna? Quanto questa vittoria scacciacrisi può incidere sul prosieguo della stagione?
“Nei primi venti minuti siamo stati un po’ alla mercè del Bologna, che ha trovato il vantaggio. Poi, dopo aver pareggiato, abbiamo disputato un buon secondo tempo. Rimane però questo handicap che ci contraddistingue: regaliamo sempre un tempo - spesso il primo - agli avversari. Alla lunga, questo ‘vizietto’ potrebbe risultare deleterio. La determinazione e la concentrazione sono componenti fondamentali per una compagine che deve mantenere la categoria.
Nella lotta salvezza ora sono coinvolte tante squadre: dal Verona alla Salernitana fino al Lecce e allo stesso Frosinone, che ha appena un punto di margine sul Cagliari. Proprio la sfida di domenica tra ciociari e rossoblù sarà, a mio avviso, uno snodo cruciale per i destini di entrambe.”
Il Cagliari finora non ha mai conquistato i tre punti in trasferta. Il Frosinone, per contro, sta attraversando il periodo più difficile della sua stagione. È l’occasione giusta per mettere a segno il primo “colpaccio” fuori casa?
“Intanto sottolineo che non potremo certo interpretare la partita chiudendoci e ripartendo. Il Cagliari non è una squadra costruita per difendersi: quando veniamo attaccati subiamo e concediamo parecchio. Me la giocherei a viso aperto, anche alla luce del fatto che il Frosinone, attualmente, è una formazione molto vulnerabile. In fase difensiva fanno acqua da tutte le parti, e ultimamente hanno raccolto pochissimi punti. Insomma, non andrei lì con l’intento di portar via un punto. Poi se dovesse arrivare un pareggio non sarebbe certo un risultato da buttare via, ma l’obiettivo deve essere la vittoria. Il Frosinone è partito molto bene, viaggiando sulle ali dell’entusiasmo della brillante promozione ottenuta l’anno scorso: i suoi giovani talentuosi si sono subito messi in mostra, hanno giocato spensierati e a mente libera. Ora però i ciociari stanno pagando lo scotto del massimo campionato; sono guidati da un buon tecnico che, tuttavia, nelle ultime stagioni ha incontrato parecchie difficoltà nelle varie squadre che ha allenato. Noi dobbiamo approfittare di tutto questo e presentarci allo Stirpe con l’idea di strappare i tre punti. E dobbiamo aggredire i gialloblù: se li aspettiamo e puntiamo tutto sulle ripartenze a mio avviso rischiamo troppo.”
Vittorio, quali sono i reali punti di forza del Cagliari – sotto il profilo tecnico e tattico – e quali invece i punti di debolezza, che dovrebbero suggerire un intervento sul mercato ai dirigenti rossoblù?
“Da osservatore esterno dico che il reparto che avrebbe maggiormente bisogno di rinforzi – uno, se non addirittura due – è quello difensivo. Mi riferisco in particolare ai due centrali. Dossena è un difensore affidabile, Goldaniga sta facendo abbastanza bene ma, è un dato di fatto, subiamo troppi gol. E quasi mai riusciamo a mantenere la porta inviolata.
A centrocampo ritengo che la squadra disponga di buoni elementi, e in attacco siamo piuttosto coperti: quando rientreranno tutti gli effettivi saremo sicuramente competitivi. Mi piace molto Oristanio, un ragazzo giovane estroso e veloce. Il suo difetto principale è l’egoismo che ogni tanto lo contraddistingue, unito alla tendenza a mangiarsi qualche gol di troppo. Ma preferisco questo all’evanescenza tecnica e tattica, all’incapacità di farsi trovare dai compagni e di incidere nella fase offensiva. Invece lui c’è sempre: deve solo maturare e migliorare in alcuni dettagli. A quel punto potrà togliersi grandi soddisfazioni anche dal punto di vista realizzativo.”


