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Cagliari, Pisacane: "Vorrei un regalo in attacco. Cessioni? Nessuno è indispensabile"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 20:07Serie A
di Alessio Del Lungo

Cagliari, Pisacane: "Vorrei un regalo in attacco. Cessioni? Nessuno è indispensabile"

Fabio Pisacane parla del nuovo Cagliari: "Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Vorrei un regalo in attacco, sto valutando tutti".
Fabio Pisacane ha deciso di proseguire il suo lavoro iniziato l'anno scorso con il Cagliari e ha parlato oggi in conferenza stampa per fare il punto della situazione direttamente dal CRAI Sport Center, partendo dalle prospettive per il 2026-2027, come si legge su TuttoCagliari: "Per me è un piacere iniziare la nuova stagione con il Cagliari. Il mio compito è di non difendere il passato, ma costruire il futuro di questa squadra. Nel calcio conta quello che fai oggi, questo ci deve tenere in piedi per ripartire. Ripartiamo da basi diverse rispetto all’anno scorso, dove c’erano zero idee e zero metodi. Sarà la fame a fare la differenza. All’inizio ci sono sempre scetticismo e curiosità, ma questo vale per tutti. Bisogna sempre confermarsi, il calcio è sempre bello anche per questo". Che impressioni le ha fatto la squadra? "Sono contento, abbiamo subito trovato dei rimpiazzi a centrocampo, dove abbiamo perso calciatori non di proprietà come Mazzitelli, Folorunsho e Gaetano. Abbiamo rimpiazzato i partenti con giocatori che hanno buone qualità. In difesa aspettiamo il rientro di Mina, mentre Deiola può essere una certezza anche lì. Vediamo poi cosa succede strada facendo, devo fare valutazioni su giocatori come Raterink e Grandu, che è un ragazzo che conosco benissimo. Vorrei un regalo in attacco e la società lo sa, il direttore e l’area scouting stanno facendo di tutto per accontentarmi. Non abbiamo fretta. Abbiamo calciatori da valorizzare come Kingstone che ha fatto benissimo in Austria, Mendy e Trepy che si sono distinti, e Borrelli, che ha fatto 5 gol nel primo anno di Serie A. Ho fatto i complimenti ai ragazzi per questi primi allenamenti, ho visto grande dedizione e partecipazione". Idrissi come lo ha trovato? "Lo aspettiamo, penso che potrebbe rientrare in gruppo per metà agosto. Lui come Felici avranno ancora più fame dello scorso anno". Cosa manca per la squadra ideale di Pisacane? "L'anno scorso negli ultimi giorni è arrivato Palestra. Il mercato è lungo e non bisogna farsi prendere dalla frenesia e occupare le caselle che devono essere occupate. L'importante è scegliere bene. Oggi sappiamo quali sono i ruoli da valutare ed eventualmente rimpiazzare. Sto valutando tutti, anche quelli che sembrano in uscita, che magari rimarranno in rosa e saranno protagonisti". Cosa deve fare il Cagliari per raggiungere gli obiettivi? "Io non posso vivere di quello che è stato. Se è stato un anno positivo è perché ci sono caratteristiche precise in me. Un calciatore che pensa di aver fatto qualcosa, quest'anno può pensare di essere diventato più bravo, ma va incontro a un rischio individuale e collettivo. Questa squadra può dare ancora di più". Qual è l'obiettivo del Cagliari? "Quello primario è mantenere la categoria. Vogliamo alzare l'asticella, ma io non faccio promesse. Preferisco far parlare il campo. La mia priorità è portare il Cagliari sempre più in alto". Che attaccante vorrebbe Pisacane? "Vorrei un attaccante con caratteristiche diverse da quelli che ho. Vorrei uno che mi permetta di legare il gioco, ma che sia anche un cecchino dell'area di rigore". Cosa cambia senza Palestra? "Oggi il calcio è dinamico, i calciatori anche se partono da una posizione possono cambiare. Possiamo riproporre lo stesso sistema di gioco, poi bisogna valutare. Abbiamo un'idea chiara di quello che vogliamo fare, abbiamo giocatori di qualità in mezzo al campo. Io sono molto flessibile, ma dando continuità al lavoro fatto l'anno scorso, ho più chiaro il materiale che ho tra le mani e questo mi facilita, ma il risultato è sempre il fulcro". Che tipo di giocatore è Di Paolo? "Di Paolo è uno di quelli che magari strada facendo mi può convincere e non escludo possa rimanere. Ha dei colpi, ma bisogna vederlo e valutarlo con cognizione di causa". Un pensiero per Belotti? Teme degli addii? "Mi dispiace tantissimo per Belotti e gli auguro di tornare presto a fare quello che ama. Per quanto riguarda il mercato, per me sono tutti utili e nessuno è indispensabile nel momento in cui il Cagliari non viene messo al primo posto. Ho promesso di mettere lo stemma davanti a tutto. Non faccio sviolinate, lo direi anche se allenassi un altro club. Per me vale come per Gaetano: se un calciatore pensa che è arrivato il momento di fare uno step e pensa di non poterlo fare con il Cagliari, è giusto che vada altrove. Se poi un calciatore che io reputo importante non vuole andare via, farò di tutto per farlo rimanere". Finora quanti obiettivi avete raggiunto sul mercato? "Si sono fatti tantissimi nomi. Quelli che avevamo chiesto a centrocampo li abbiamo presi quasi tutti. In attacco abbiamo in mente un profilo ben preciso, ma non farò nomi". Caprile è la base da cui ripartire? "Per me è un senatore, un leader, un calciatore che non vorrei mi dicesse mai che vuole andare via. Battute a parte, è un nostro calciatore, me lo godo e spero di iniziare il campionato con Caprile tra i pali".