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ESCLUSIVA TC - PIERPAOLO MARINO: "Il Cagliari troverà un'Udinese solida ed entusiasta, con pochi difetti. Quest'anno la quota salvezza si aggirerà attorno ai 35 punti. Ranieri difensivista? No, piuttosto si adegua alle rose che ha a disposizione"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
sabato 17 febbraio 2024, 13:43Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - PIERPAOLO MARINO: "Il Cagliari troverà un'Udinese solida ed entusiasta, con pochi difetti. Quest'anno la quota salvezza si aggirerà attorno ai 35 punti. Ranieri difensivista? No, piuttosto si adegua alle rose che ha a disposizione"

Il Re Mida dei direttori sportivi.

Scovare talenti è il suo talento, costruire rose competitive e in grado di recitare un ruolo da protagoniste nella massima serie è la sua arte. In forza per più anni – tra le tante altre – proprio all’Udinese, che domani affronterà il Cagliari in una sorta di spareggio anticipato per la salvezza, Pierpaolo Marino fa il punto sulla sfida del Bluenergy Stadium, individuando punti di forza e criticità delle due compagini che, dopo un campionato finora deludente per entrambe, si giocheranno una fetta di serie A.

Pierpaolo, che squadra si troverà di fronte domenica il Cagliari a Udine? Quali sono le armi più affilate delle quali dispone l’undici di Cioffi e quali, invece, le sue debolezze?

“Il Cagliari troverà un’Udinese col vento in poppa e che viaggia sulle ali dell’entusiasmo. E, soprattutto, un’Udinese che meriterebbe più punti in classifica di quelli che ha fin qui raccolto. I friulani sono solidi e ben organizzati, inoltre vivono un momento molto positivo: hanno conquistato quattro punti nelle ultime due partite, di cui tre a Torino contro la Juventus e uno contro il Monza, al termine di una gara comunque stradominata. Insomma, sono una compagine in salute ed estremamente valida, sia dal punto di vista dell’organizzazione di gioco che per quanto concerne le varie individualità.

Faccio fatica, in questo momento, a trovare dei difetti specifici nell’undici di Cioffi. L’unico tallone d’Achille può essere una certa tendenza ad affrontare con superficialità determinati momenti delle gare, soprattutto i minuti finali. È come se i bianconeri si prendessero delle pause all’interno delle – ottime – partite che disputano. Però c’è da dire che, ad esempio, a Torino contro la Juve hanno mantenuto alta la concentrazione fino al novantesimo e oltre.”

Il Cagliari viene da quattro sconfitte consecutive. Cosa può significare per i sardi la gara di domani e, in prospettiva, li vede salvi a fine campionato o a forte rischio retrocessione?

“Va detto che oggi la classifica, dopo tante gare disputate, è ormai piuttosto delineata. Per cui le squadre che si trovano nelle posizioni più critiche probabilmente dovranno lottare fino alla fine per la salvezza. Però con la regola dei tre punti non è precluso niente a nessuno. Nemmeno alla Salernitana che, per assurdo, potrebbe fare ancora in tempo a rimettersi in carreggiata. La battaglia per la permanenza in serie A è aperta a qualsiasi sviluppo; magari anche qualcuna delle formazioni che oggi si ritengono virtualmente salve potrebbe venire nuovamente risucchiata nella bagarre.

Il Cagliari ha le sue chance, come le hanno tutte le altre. Credo che quest’anno la quota salvezza si aggirerà attorno ai 34-35 punti, quindi con due vittorie consecutive si può recuperare gran parte del terreno perduto e guardare a maggio con rinnovato ottimismo.”

Una riflessione sulle più recenti prestazioni dei rossoblù. Dossena e compagni hanno fin qui proposto, soprattutto nell’ultimo mese, un calcio piuttosto anacronistico, fatto di lanci lunghi per gli attaccanti (spesso per l’unica punta Petagna o Lapadula) e di ricerca delle seconde palle sulle respinte della difesa avversaria. Un calcio che, a oggi, ha fruttato appena 18 punti in 24 partite. Si tratta di un marchio di fabbrica di Ranieri, che a ben vedere nella sua carriera non è mai stato un tecnico “giochista” ma ha sempre preferito adeguarsi di volta in volta alle caratteristiche degli avversari, o è veramente l’unico modo in cui – per valori e potenzialità tecniche – può giocare questa squadra?

“Io credo né l’una né l’altra. Il Cagliari incontra degli avversari che ne conoscono le caratteristiche e che lo portano magari a giocare in un modo anziché in un altro. Poi Ranieri, nella sua lunghissima e gloriosa carriera, ha sempre dimostrato di sapersi adattare alle rose di giocatori che aveva a disposizione con grande disinvoltura e camaleontismo. Per cui non ha mai proposto un solo tipo di calcio: basti pensare al suo Leicester, che entusiasmava, o alla sua spumeggiante Fiorentina. Ma ricordo anche il Cagliari allenato da Claudio a inizio carriera, al quale tra l’altro io – quando ero direttore della Roma – prestai dei giovani promettenti, come Cappioli e Provitali, che si sarebbero poi rivelati decisivi per la risalita in serie A.”