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ESCLUSIVA TC - ARTURO DI NAPOLI: "Il Napoli non ha equilibrio: sembra sul punto di rinascere e poi affonda nuovamente. Il Cagliari è un osso duro da affrontare: nei minuti finali sfodera quel coraggio che a volte gli manca nel resto della gara"TUTTOmercatoWEB
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
lunedì 19 febbraio 2024, 19:00Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - ARTURO DI NAPOLI: "Il Napoli non ha equilibrio: sembra sul punto di rinascere e poi affonda nuovamente. Il Cagliari è un osso duro da affrontare: nei minuti finali sfodera quel coraggio che a volte gli manca nel resto della gara"

Era un gioiellino di tecnica, velocità, talento e capacità balistiche. Un Harry Potter del pallone ricco di inventiva e di fantasia, capace di risolvere le partite con un guizzo geniale e imprevedibile. Dotato di una straordinaria facilità di calcio, sapeva farsi valere anche come assist-man.

Arturo Di Napoli, globetrotter del football italiano che ha incendiato soprattutto le piazze del Sud (Messina, Salerno e Palermo), è un “guaglione” (i suoi genitori sono di origini napoletane) nato a Milano. Ex seconda punta e trequartista sempre pronto a estrarre il coniglio dal cilindro, oggi fa l’allenatore e non si sottrae alla richiesta di presentare il crocevia di domenica prossima alla Unipol Domus tra Cagliari e Napoli: una gara fondamentale, per diverse ragioni, tanto per gli isolani quanto per gli azzurri.

Arturo, attorno al Napoli in questi giorni c’è gran confusione. Dopo il pareggio interno contro il Genoa sembra molto vicino l’esonero di Walter Mazzarri e l’ingaggio di Calzona come nuovo allenatore. Prima del match di Cagliari gli azzurri se la vedranno, nell’andata degli ottavi di Champions League, col Barcellona di Xavi. Come si può commentare questa stagione – fin qui estremamente deludente – della compagine partenopea?

“Il Napoli non ha un equilibrio. A volte sembra sul punto di riprendersi e di spiccare il volo, ma subito dopo torna a fare maledettamente fatica. Io, come ho già detto in più circostanze, a inizio stagione mi aspettavo che ci potessero essere delle difficoltà dopo gli addii di Giuntoli e di Spalletti. Ma non immaginavo un rendimento così deficitario, anche perché la rosa – salvo alcuni piccoli ritocchi – è più o meno la stessa dell’anno scorso. Sono parecchi gli elementi che, rispetto al precedente campionato, hanno offerto prestazioni meno continue e convincenti.”

La gara con il Cagliari potrebbe rappresentare l’occasione per dare una sterzata alla stagione. Ma, d’altra parte, i rossoblù a loro volta saranno costretti a fare risultato, alla luce della loro classifica precaria e pericolante. Il Cagliari è una squadra difficile da decifrare: come mostrato anche a Udine, spesso inizia le partite contratto e impaurito e poi, quando va sotto nel punteggio, si scioglie e inizia a giocare un calcio più aggressivo e intraprendente.

“Io sono convinto che il Cagliari sia un avversario complicato da affrontare per qualsiasi squadra. Soprattutto perché spesso rimane in partita fino all’ultimo secondo e, proprio nei finali di gara, tira fuori tutto quello che ha. Quando hai l’obiettivo della salvezza diventi un ostacolo duro anche per formazioni più blasonate. A ciò aggiungiamo l’esperienza e la sagacia di Ranieri e la qualità oggettiva di diversi elementi dell’organico rossoblù. Non ho dubbi che quella dell’Unipol Domus, per il Napoli, sarà una trasferta da prendere con le molle.”

Come dicevamo, il Cagliari approccia le partite in modo timoroso e attendista. Forse fin troppo. Quando poi alza il baricentro e inserisce l’artiglieria pesante, mette puntualmente in difficoltà gli avversari. La domanda è: oggi come oggi la via della salvezza passa attraverso un calcio speculativo e iper-prudente o, al contrario, vanno incentivati un atteggiamento propositivo e una mentalità più spiccatamente offensiva?

“Ogni partita fa storia a sé. E poi nell’arco dei novanta minuti ci sono partite nelle partite: a volte vorresti fare delle cose, ma la squadra avversaria non te lo permette o non trovi gli automatismi giusti. Devo dire che il Cagliari ha sempre giocato in maniera accorta e puntando soprattutto sulle ripartenze. Quando poi si trova costretto a buttare il cuore oltre l’ostacolo, perché sta perdendo o comunque soccombendo davanti all’avversario, sfodera quel coraggio che nei frangenti precedenti della gara non aveva avuto. È anche vero che adesso i punti diventano pesantissimi, perché in questa fase della stagione non puoi più sbagliare niente. Quindi è normale, dopotutto, giocare con un po’ di paura e di condizionamento mentale addosso: non c’è più tempo per rimediare a eventuali errori o passaggi a vuoto.”