Van der Wiel: “Santoni mi propose il Cagliari. Cercai subito il club su Google”
Martina Musu
Gregory van der Wiel ha raccontato a Circus Daily alcuni retroscena della sua esperienza al Cagliari, vissuta nella stagione 2017/18 dopo l’esperienza al Fenerbahçe. Il terzino olandese arrivò in Sardegna in prestito, anche grazie a un incontro particolare con Michele Santoni, all’epoca viceallenatore rossoblù.
Tutto nacque durante un’amichevole tra Fenerbahçe e Cagliari. Van der Wiel, ormai ai margini della formazione turca, entrò negli ultimi minuti e fu accolto dalla contestazione dei tifosi. Fu proprio Santoni, che aveva conosciuto ai tempi dell’Ajax come video analista, a chiedergli della sua situazione.
“Mi chiese come stavo e io gli dissi: ‘Devo andare via da qui’. E lui mi rispose: ‘Perché non vieni in prestito al Cagliari?’”.
Una proposta che colse di sorpresa il giocatore, tanto da spingerlo a cercare immediatamente informazioni sulla sua possibile nuova destinazione:
“Io gli dissi: ‘Cagliari dove?’. Presi subito il telefono e cercai ‘Cagliari’ su Google. Poi dissi: ‘Perché no?’”.
Occasione Sardegna
Per Van der Wiel, la Sardegna rappresentava anche l’occasione per lasciarsi alle spalle un periodo complicato e ritrovare serenità dentro e fuori dal campo.
“Dopo un anno difficile, pensavo che sarebbe stato bello andare lì per ritrovare il piacere di giocare a calcio”.
L’arrivo in rossoblù, però, fu condizionato da un problema fisico. Il difensore si presentò infatti in Sardegna con le stampelle dopo la rottura dei legamenti della caviglia rimediata durante un allenamento individuale al Fenerbahçe.
“Questo non impedì il trasferimento, ma arrivai al Cagliari con le stampelle. Mi ci vollero cinque o sei settimane per tornare in forma”.
Rapporto con Diego López
Una volta recuperato, Van der Wiel dovette però fare i conti con un cambio in panchina. L’allenatore e il vice che avevano favorito il suo arrivo lasciarono il club e al loro posto arrivò Diego López. Il rapporto con il nuovo tecnico, secondo il racconto dell’olandese, non fu semplice.
“Fin dal primo giorno fu molto difficile con lui, aveva altri piani. Purtroppo non andavamo molto d’accordo e ci scontravamo continuamente”.
Van der Wiel ha infine raccontato di essersi sentito giudicato anche per aspetti estranei al rendimento sul campo:
“Spesso ho avuto la sensazione di essere giudicato per il mio aspetto, il mio modo di giocare e il mio atteggiamento, senza che mi conoscessero davvero”.


