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tmw / cagliari / Il punto
Senza una inversione di tendenza, rischia di naufragare il progetto Liverani. Nonostante il livello della squadra, la partenza è stata pessima e ora il Cagliari è fuori dalla zona play-offTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 3 ottobre 2022, 08:45Il punto
di Giuseppe Amisani
per Tuttocagliari.net

Senza una inversione di tendenza, rischia di naufragare il progetto Liverani. Nonostante il livello della...

Giuseppe Amisani, corrispondente da Cagliari per il Corriere dello Sport-Stadio

di Giuseppe Amisani

Sia chiaro: fare drammi alla settima giornata sarebbe quantomeno ingeneroso. Ma un Cagliari che, nonostante la rosa costruita per non avere rivali e per sbaragliare le dirette concorrenti per la promozione, per la prima volta dall'avvio delle ostilità si trova fuori dalla zona play-off porta inevitabilmente ad alcune riflessioni. E ai primi esami.

Manca lo spirito di gruppo, quello capace di raddrizzare le cose anche quando si mettono male o di chiuderle definitivamente quando si sono messe bene all'inizio. Non sembra esserci unità di intenti e in alcune (parecchie?) occasioni, il gruppo sembra essersi preoccupato più di guardarsi allo specchio che di lottare per mettere alle corde l'avversario. Come ha detto Leonardo Pavoletti dopo la bruciante sconfitta interna rimediata sabato pomeriggio alla Unipol Domus, è necessario “buttare qualche palla in più in tribuna e cercare di essere, se serve, sporchi ma concreti”. Ecco, probabilmente quello che ci vuole è un Cagliari che sappia rimboccarsi le maniche, che eviti di girare su se stesso o di cercare giocate che non portano a nulla. Serve concretezza, volontà e determinazione. Il tutto unito alla qualità che in questo gruppo non si discute. Ma sotto il profilo mentale, ancora non ci siamo. Troppi gli errori in fase di impostazione. Tantissimi i passaggi sbagliati e soprattutto nell'ultima gara, due di questi hanno consentito agli avversari di fare gol. Ma era successo, nel recentissimo passato, anche contro il Bari perché l'unica vera azione dalle parti di Radunovic, i pugliesi l'avevano costruita grazie ad un errore in uscita da parte dei rossoblù.

Ora, analizzate le principali criticità, sarebbe inutile soffermarsi su queste. Il focus deve essere su come venirne a capo per cambiare rotta. E in questo senso, Fabio Liverani dovrà essere bravissimo a tenere in mano lo spogliatoio. Anche perché in caso contrario la sua panchina inizierebbe a scricchiolare. I tifosi sono in fermento e se dopo sette giornate il feeling non è ancora del tutto sbocciato, la causa è da ricercarsi in un gioco che non decolla e in una squadra che non diverte. Il Cagliari, lo dicono i numeri, tiene molto la palla ma questo possesso è sterile. Lo conferma il fatto che i tiri sono pochi (ancora meno quelli nello specchio) e le occasioni vere latitano. Un primo tentativo di porre rimedio alla situazione è naufragato con il cambio di modulo. Il passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2 non ha dato i suoi frutti. Probabilmente perché il vero blocco dei rossoblù è a livello mentale. Tecnica e tattica vengono un passo indietro perché se si arriva sempre secondi su ogni pallone e non si riesce ad imporre il proprio carattere agli avversari, anche una condotta esemplare nella posizione in campo, risulta essere vana. Ecco, il Cagliari non è concreto, pratico, cinico.

Tutte caratteristiche indispensabili per riuscire a fare breccia in un campionato lungo e ricco di insidie come la serie cadetta. Ci vorrà una scossa ma a chi chiede l'esonero del tecnico, bisognerebbe far notare che una presa di posizione del genere significherebbe gettare al vento tre mesi di lavoro e soprattutto vanificare tutti gli acquisti fatti. Il gran numero di giocatori arrivati in Sardegna, infatti, erano funzionali al progetto Liverani. Ma ora spetterà proprio al tecnico romano iniziare a far cambiare passo ai suoi. Una partenza lenta, viste le tantissime novità in organico e la nuova rotta tecnica, poteva essere in preventivo. Ma tre sconfitte nelle prime sette sono un risultato (negativo) che in pochi si sarebbero aspettati. I tifosi attendono risposte, ma soprattutto una rapida inversione di tendenza che rimetta in carreggiata un progetto tecnico che, altrimenti, rischia di deragliare. E la trasferta di Genova, pur insidiosissima, somiglia tanto ad una sorta di ultima spiaggia.