ESCLUSIVA TC - TIZIANO DE PATRE: "Ottimo Cagliari contro il Toro: Ranieri ha imbrigliato i granata. Per l'Inter sono fiducioso: si può strappare un risultato positivo. Petagna sarebbe un acquisto importante"
Era uno dei fedelissimi di mister Ventura, che lo portò con sé a Cagliari da Lecce assieme ad altri quattro suoi “scudieri”. In Sardegna fece benissimo: polmoni, corsa, inserimenti, tiri dalla distanza e gol al servizio della squadra, “scortata” dalla B alla A e poi accompagnata in massima divisione nell’esaltante campionato 1998-’99, condito da imprese a ripetizione ai danni delle big (e che big!).
Tiziano De Patre, per essere un centrocampista teoricamente “di contenimento”, aveva il vizietto di bucare spesso e volentieri il portiere avversario (soprattutto con conclusioni da lontano): per lui ben 13 gol in 85 presenze in maglia rossoblù. Ancora oggi, tra una panchina e l’altra - ha intrapreso da anni la carriera di allenatore - segue con affetto il “suo” Cagliari. E lo commenta sempre con grande piacere e partecipazione.
Tiziano, il nuovo Cagliari ha già due partite ufficiali alle spalle: una di Coppa Italia e una di campionato. Che impressione le ha fatto ai nastri di partenza di questa nuova stagione?
“Ho visto Torino-Cagliari, e ho ricavato davvero un’ottima impressione. Anche perché affrontare il Toro non è mai facile. È stato molto bravo Ranieri – il vero valore aggiunto del Cagliari – a giocare a specchio rispetto a Juric, con la difesa a tre. Ha limitato tatticamente i granata, imbrigliandoli dal primo all’ultimo minuto, e ha incanalato la gara sui binari a lui più congeniali.
Sono convinto che il Cagliari farà bene; mi dispiace per l’infortunio di Lapadula – sicuramente una perdita importante – ma l’organico è buono. Si parla di un imminente arrivo di Petagna: a mio avviso si tratta di un giocatore di valore, ormai da diversi anni stabilmente a buoni livelli in serie A, che potrebbe fare al caso della compagine rossoblù. Insomma, sono fiducioso. Anche perché è troppo importante avere un allenatore affidabile come Ranieri al timone della nave: lui è un punto di riferimento per la squadra, per la società ma anche per la tifoseria.
Dopo il buon esordio contro il Toro, adesso arriva l’Inter. Un avversario difficilissimo, alla luce della sua rosa, ma le prime giornate di campionato sono spesso imprevedibili. Le big vanno incontro a qualche intoppo, mentre le cosiddette ‘piccole’ hanno una motivazione super. Ricordo che anche noi affrontammo un’Inter stellare, nel 1998, alla prima in casa. E riuscimmo a strappare un pareggio, tra l’altro dopo essere andati sul 2-0. E secondo me il Cagliari di Ranieri potrebbe ripercorrere le nostre orme, ottenendo un risultato positivo.”
Contro l’Inter, squadra dalla difesa rocciosa e molto fisica, lei giocherebbe con attaccanti veloci e scattanti che possano prendere di infilata la retroguardia nerazzurra o punterebbe comunque su un centravanti-boa, come Pavoletti, che funga da punto di riferimento?
“Credo si debba prima di tutto capire come sta Pavoletti, che è sempre un elemento importante per le sue caratteristiche. L’Inter è una squadra molto collaudata, ma sono certo che Ranieri troverà il modo, con le sue mosse tattiche, di creare problemi ai nerazzurri. Simone Inzaghi si schiera abitualmente con un 3-5-2, un modulo diverso da quello del Toro, che predilige invece un 3-4-2-1. Ma, tra le trovate di Ranieri e la spinta dell’Unipol Domus, il Cagliari ha tutte le carte in regola per complicare la vita alla corazzata milanese.”
Proiettiamoci da qui alla fine del campionato: in che posizione di classifica vede il Cagliari a giugno?
“La serie A è difficile, in più il Cagliari è una neopromossa. Il primo anno è fondamentale mantenere la categoria, pensando prima di tutto a non finire tra le ultime tre. Certo che se, strada facendo, le cose dovessero mettersi bene, allora si potrà puntare anche a qualcosa in più di una semplice salvezza. Ma va detto che non c’è nulla di scontato: anche le altre squadre mi sembrano molto attrezzate. Ieri il Frosinone ha battuto l’Atalanta, il Verona ha avuto la meglio sulla Roma. Lo stesso Lecce una settimana fa aveva rimontato la Lazio. Per cui salvarsi non sarà così semplice. Una volta confermata la serie A, per i prossimi anni con la giusta programmazione si potrà magari pensare di alzare l’asticella.”


