Cagliari, Pisacane: "Felici sarà dei nostri. Spero di riuscire a farlo entrare anche solo per 60 secondi"
Il Cagliari, ormai salvo, è pronto per il suo last dance. Un ultimo ballo in questa stagione 25/26 che vedrà i rossoblù di mister Fabio Pisacane protagonisti contro il Milan. Una partita certamente difficile per il calibro dell'avversario ma che, data la salvezza conquistata la settimana scorsa contro il Torino, si potrà affrontare con più leggerezza. Al termine della rifinitura mattutina, svoltasi al CRAI Sport Center di Assemini, il tecnico dei sardi ha tenuto l'ultima conferenza stampa pre gara.
Ore 12:30 La conferenza stampa comincerà tra 15 minuti.
Ore 12:45 Inizia la conferenza stampa.
Mister siamo all'ultima partita della stagione. Cosa ci dice sul suo futuro?
"Manca, appunto, ancora una partita. Andiamo a Milano per fare la nostra gara e ora voglio finire il campionato. Con la società c’è un dialogo trasparente. Da parte mia c’è massima fiducia e ora bisogna capire la volontà del club".
Che match si aspetta e quali saranno gli assenti della giornata?
"Purtroppo non ci sarà Folorunsho per un risentimento muscolare, così come non ci saranno Felici e Pavoletti. Sarà assente anche Kiliçsoy, che ha richiesto un permesso per anticipare il rientro in Turchia. Per quanto riguarda la gara... sfidiamo una squadra che ha un grande obiettivo, ma spero che la nostra leggerezza possa farci giocare meno bloccati. Mi auguro che questo possa farci fare meglio ciò che abbiamo preparato".
C'è qualche rimpianto sulla gestione Kiliçsoy?
"Allenare significa prendere decisioni ogni giorno. Qualcuna viene compresa subito, altre no. Tutto quello che si è fatto, si è fatto mettendo il gruppo davanti al singolo. Mi auguro che Semih possa prendere le cose positive da questa esperienza. Tutti si sono meritati anche un minuto di quelli che gli sono stati concessi. Non mi piace mettere davanti ai media un ragazzo, soprattutto se si parla di situazioni complesse. Semih deve mettere ancora dentro tante cose. Ho sentito di tutto e di più in questi mesi: che mi veniva imposto di farlo giocare, poi di non farlo giocare. Tutte sciocchezze. Nessuno mi ha mai imposto niente. So e sapevo che avevo tra le mani un talento, ma lui deve sapere che per arrivare a certi livelli c'è bisogno anche di altro".
Immaginava la crescita avuta da Obert?
"Certo che me lo immaginavo. Volevo a tutti i costi allenarlo, è un giocatore appetibile, del 2002 e che ha tanto talento. Sono contento che questo talento sia sbocciato. Domani mi aspetto che faccia una partita attenta, maniacale, con l'attenzione di sempre, che gli ha permesso di consacrarsi quest'anno".
Ci da un'idea della formazione di domani?
"Devo ancora fare le mie valutazioni. Sicuramente in porta giocherà Caprile. Chi si è allenato facendomi capire che vuole lasciare il segno, avrà qualche possibilità domani. Noi dobbiamo rappresentare la maglia che indossiamo".
Cosa prova quando sente il suo nome accostato ad altre squadre?
"Ho sempre messo il Cagliari davanti a tutto. Quando parlo in una certa maniera è perché sono una persona umile. Sulla base del passato ho costruito il futuro non solo calcisticamente. Mi fa piacere superare l’ostacolo, sono cresciuto in questa stagione ma non mi sento arrivato. Nel calcio vale una regola non scritta: c’è il verbo dell’oggi. Quello che fai oggi conta, quello che hai fatto ieri non conta più. Nella mia testa ora c’è solo la partita di Milano, fare bene, la voglia di fare una partita gagliarda e di rendere orgoglioso un popolo. Noi dobbiamo fare in modo che i tifosi alla fine dell'anno possano dire che siamo riusciti a rappresentarli sempre".
Quale è la sua partita del cuore di questa stagione?
"Non quella contro il Torino, ma quella contro la Roma per come abbiamo vinto. Poi penso a Cagliari-Cremonese: batterli ci ha dato una botta di energia per il rush finale e per raggiungere l’obiettivo".
C'è qualche messaggio che vorrebbe mandare al Presidente Giulini? E a Fiori? Felici come sta?
"Ho già ringraziato il Presidente Giulini perché lui ha creduto in me e la riconoscenza è nella mia scala dei valori. Con Fiori ho avuto più volte la possibilità di parlare, ma non per quanto riguarda il futuro. Per quanto riguarda Felici, è riuscito a fare qualche allenamento intero con la squadra e domani farà parte del gruppo. Vorrei metterlo in campo anche solo 60 secondi perché sarebbe il giusto premio per un ragazzo che è stato sfortunato. Abbiamo perso una freccia importante nel nostro arco. Riprenderà il suo percorso e la sua carriera".
Un pensiero alla Primavera che oggi si gioca il playout?
"Stanno giocando ora e ho fatto il mio in bocca al lupo a tutti. Per i ragazzi e per il Club è una partita importante. Alcuni di loro potrebbero raggiungerci a Milano dopo la partita. Speriamo in uno stato d’animo positivo".
Ore 13:03 Termina la conferenza stampa.
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