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Cuesta non pensa al campo verso Parma-Cagliari: "Siamo tutti con Trepy"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 12:48Serie A
di Dimitri Conti

Cuesta non pensa al campo verso Parma-Cagliari: "Siamo tutti con Trepy"

Carlos Cuesta, allenatore del Parma, ha parlato a Sky Sport dal centro sportivo dei gialloblù, a Collecchio. La prima giornata metterà gli emiliani contro il Cagliari, che in queste ore ha le proprie preoccupazioni: "Tutti i nostri pensieri sono con Trepy, speriamo che stia meglio possibile: diamo forza alla famiglia e al club di fronte a una situazione molto difficile". Come arrivate voi alla partita? "Proveremo a essere più pronti possibile, ci sono però tanti cambiamenti e puoi dover mutare i piani in un giorno. Dobbiamo essere proattivi e avere una linea chiara sulla gestione della rosa, per tenere la competitività. Con l'atteggiamento giusto, che il bicchiere sia sempre mezzo pieno e di affrontare le situazioni come un'opportunità. Serve chiarezza su come vogliamo essere competitivi, sabato vogliamo provare a regalare i primi tre punti ai nostri tifosi, sapendo però che sarà difficilissima. Siamo fiduciosi e ottimisti, con voglia di fare il meglio". Anche lo scorso anno avevate perso dei pezzi importanti sul mercato. Come si lavora così? "Sapendo che questa è la nostra realtà. E che vale per tutti. Il mercato è aperto durante le competizioni, come ogni anno, è una cosa che fa parte del mestiere. Possiamo solo avere delle linee guida molto chiare e provare ad accelerare il processo di inserimento dei nuovi acquisti, perché si possano adattare meglio possibile loro a noi, ma anche noi a loro. In questo equilibrio, sapere come essere competitivi e focalizzarsi un po' di più sul concreto. Quando tutto sarà chiuso e definitivo, possiamo fare piani di sviluppo per il futuro. Ma abbiamo chiara la nostra identità, da squadra compatta e in crescita, che sia capace di fare bene più cose. Continuiamo a lavorare per farci trovare pronto sabato". Non le piace molto il mercato durante il campionato. "Non posso cambiarlo, credo che ogni allenatore vorrebbe certezze. E in una situazione del genere, ne hai meno: sapendo che esiste però devi affrontarla". Quanti meriti sente di avere? Sente di poter chiedere qualcosa sul mercato? "Qui per me c'è il lavoro di tutti. E dico per prima la società che ha programmi e visione molto chiari, con persone molto competenti in diversi posti. E poi giocatori super disponibili, con voglia di crescere, un settore giovanile che aiuta e uno staff che dà il massimo per dare il proprio contributo. Non è che non mi piaccia parlare di mercato, è che non lo sento come il mio ruolo: quello è allenare e permettere che la squadra faccia prestazioni importanti e che i ragazzi si sviluppino e diano un contributo al collettivo e alla società. La storia continua, abbiamo giocatori pronti ad impattare, dovremo essere bravi a inserirli. La vedo come una cosa naturale". Qual è il sentimento con cui inizia il secondo anno a Parma? "La paura c'è sempre, ma per me è positiva. Le cose dipende come le usi: la paura ti fa stare all'erta, avere più voglia di prepararsi e di pensare, valutando le possibili conseguenze. Non deve diventare un limite, la preoccupazione: voglio vedere una squadra che gioca bene, che è competitiva, vince le partite e può rendere orgogliosa i propri tifosi e dipendenti. Lavoriamo tantissimo, siamo dei privilegiati a essere qua e dobbiamo continuare a impegnarci".

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