La tappa allo Spezia fondamentale per due astri nascenti della nuova Nazionale
Francesco Pio Esposito e Alessandro Romano hanno un passato recente nel club ligure e oggi sono nel gruppo di Roberto Mancini
C'è anche un po' di Spezia nella Nazionale che in questi giorni sta preparando a Coverciano i prossimi quattro impegni di Nations League, le prime partite dopo il ritorno di Roberto Mancini. Se infatti da un lato gli aquilotti dopo l'ultima sciagurata stagione sono retrocessi in Serie C, dall'altro proprio la società ligure negli ultimi anni ha dato la possibilità di far crescere e maturare alcuni dei nostri giovani calciatori più interessanti. Tra questi, anche un paio di pilastro dell'Italia che verrà: il centravanti Francesco Pio Esposito e il centrocampista Alessandro Romano.
Per Pio Esposito due stagioni con gli aquilotti
Classe 2005, Esposito si trasferisce a La Spezia appena diciottenne. Arriva dall'Inter in prestito e resta in Liguria per due anni, viene confermato anche dopo una stagione in Serie B da 38 presenze e tre gol. "Quando lo portammo allo Spezia qualcuno ci diede dei matti, era ancora in età Primavera. Però le sue qualità erano sotto gli occhi di tutti: vero che nella prima stagione realizzò solo tre gol ma le prestazioni erano buone, poi ha preso fiducia nei suoi messi e nella stagione successiva è esploso con 19 gol in 40 partite", ha dichiarato a 'Radio Sportiva' Stefano Melissano, direttore sportivo dello Spezia fino allo scorso giugno. Pio Esposito nell'annata 2024/25 ha trascinato lo Spezia a un passo dalla promozione in Serie A, ha segnato anche nella finale play-off poi persa contro la Cremonese. "In caso di promozione avrebbe vestito un altro anno la maglia dello Spezia, c'era questo accordo. E invece la Serie A l'abbiamo solo sfiorata e a quel punto Esposito va a fare il Mondiale per Club con l'Inter: un punto di svolta, per lui cambia tutto".E poi il prestito chiave di Romano
L'altro giocatore transitato da La Spezia in tempi ancor più recenti è Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 strappato dall'Italia alla Svizzera dopo un eccellente avvio di stagione con la maglia del Cagliari. A gennaio proprio la società ligure lo prese dalla Roma in prestito dopo che il giocatore aveva collezionato solo pochi minuti nella prima squadra, gli ha subito affidato le chiavi del centrocampo con 19 presenze. "Lo avevo già cercato nella precedente estate, ma in quell'occasione Gasperini per esigenze della prima squadra decise di tenerlo. Poi a gennaio ci fu la possibilità di averlo e non ci pensai due volte: giovane o non giovane ci sono giocatori che sono forti. Lui magari poteva avere un po' di esperienza in meno, ma le sue qualità erano fuori discussione", ha detto Melissano che poi ha aggiunto. "E' un giocatore con una maturità intellettuale superiore all'età che ha, ha grandissima personalità e non sente molto la pressione. E' molto intelligente, parla cinque lingue. Già quando era allo Spezia segnalai al coordinatore delle nazionali giovanili di questa possibilità perché il ragazzo già allora aveva piacere a vestire la maglia della nazionale italiana, anche se era un po' combattuto perché è nato e cresciuto in Svizzera. Si tratta però di una situazione che lui ha sempre gestito con la maturità di un 30enne anche nei mesi a La Spezia: lui è molto legato al padre, alla famiglia, è vero che è nato in Svizzera ma nelle sue vene scorre sangue italiano".Altre notizie
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