Cagliari, Muzzi: "Stiamo dimostrando che pur puntando sui giovani si possono avere risultati"
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Yvonne Alessandro
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Oggi alle 18:53Serie A
autore Yvonne Alessandro
30.09.2026 18:53Serie A
Il dirigente del Cagliari Primavera si racconta in un'intervista dove riavvolge il nastro della sua carriera post-vita da calciatore
Luca Di Leonardo
"Un pensiero sulla Nazionale? Sono contento, stiamo dando spazio ai giovani. C'è coraggio, stiamo buttando dentro i giovani. Il Cagliari in questi tre anni, grazie al presidente e a Fabio Pisacane, al lavoro che stiamo facendo, ci stanno ripagando le scelte". Roberto Muzzi, direttore tecnico della Primavera sarda ed ex puntero rossoblù negli anni '90, ha rilasciato un'intervista a 'PodCasteddu' del club per rispondere ad alcune domande di attualità tra Cagliari, la Nazionale e la Serie A.
Le scelte prese l'anno scorso dal Cagliari hanno influito positivamente sul movimento italiano? La risposta: "Soprattutto vedendo il Cagliari stiamo facendo un passo avanti. Stiamo dimostrando che, pur puntando sui giovani, si possono avere risultati".
Terminata la carriera da calciatore, non ha lasciato il calcio ma ha preso un'altra strada: "Io avevo subito le idee chiare, anche per vedere i giocatori piccoli a Torino, per insegnare la base e la tecnica. Fare più formazione che diventare allenatore. Bruno Conti mi chiama e mi vuole nel settore giovanile ad allenare i vari Scamacca, Pellegrini che piano piano li abbiamo cresciuti. Già da subito volevo fare l'istruttore".
Muzzi ha ricordato come tutto sia iniziato dopo la retrocessione del Cagliari con il Venezia e l'inizio del rapporto lavorativo con il club sardo: "Non conoscevo il presidente Giulini. Quando siamo retrocessi col Venezia mi dispiaceva, ero sempre attaccato al Cagliari. Quel giorno gli mandai un messaggio per dirgli di tenere duro, di stringere i denti... perché tanto l'anno successivo saremmo tornati subito in Serie A. Da lì in presidente mi chiamò e mi disse: ‘Roberto, ti va di fare una chiacchierata con me?’. Gli dissi subito di sì, mi faceva solamente piacere. Partii da Roma in macchina, andai a Milano. Ci incontrammo in un pub. Abbiamo parlato di cosa era andato e cosa no, io sono tornato a Roma e ci siamo sentiti nei giorni successivi. Lì mi disse: 'Ti piacerebbe venire a lavorare qui?'. Io risposi: 'Quando devo venire? Dove devo firmare?'. Sono tornato a Milano e abbiamo incontrato Capozucca, ho subito accettato. Ero felice di tornare dopo 23 anni al Cagliari. Tornando a casa mi sono fermato 10 volte sull'autogrill perché non ci credevo. Ero veramente contento".
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