Quarta finale di Libertadores in sei anni: il mago Abel Ferreira tornerà in Europa?
TMWHa cominciato la sua carriera in Europa, ma è stato il Brasile a trasformarlo in un allenatore di riferimento mondiale. Dopo aver conquistato il continente per due volte con il suo Palmeiras, Abel Ferreira punta a una storico tris nella finale del 28 novembre a Montevideo.
Quando il 30 ottobre 2020 il Palmeiras annunciò il suo ingaggio, in pochi in Brasile immaginavano che quel tecnico portoghese di 41 anni sarebbe diventato il più vincente della storia del club. Arrivava dal PAOK Salonicco dopo una precedente esperienza al Braga, ma senza un curriculum internazionale in grado di far pensare che potesse fare grandi cose. Ma il Brasile è diventato ben presto il suo laboratorio, la sua casa e il luogo dove ha costruito una leggenda.
Ciclo vincente ancora non esaurito
Con il Palmeiras, Ferreira ha vinto tutto: due Libertadores (la prima dopo appena tre mesi dal suo arrivo), campionati brasiliani, coppe nazionali e undici trofei complessivi in meno di sei anni. Un ciclo che lo ha trasformato in un simbolo del calcio sudamericano e che ora potrebbe aprirgli nuovamente le porte dell’Europa con una reputazione completamente diversa.
La domanda nasce spontanea: dopo aver riportato il Palmeiras ai vertici continentali, potrebbe essere arrivato il momento di tornare? La storia recente, però, racconta una difficoltà frequente: molti allenatori capaci di imporsi in Sudamerica hanno poi trovato ostacoli nel calcio europeo. Le dinamiche sono diverse, la pressione mediatica è maggiore e i tempi per costruire un progetto spesso sono molto più ridotti. Il caso di Ferreira, però, presenta alcune differenze importanti: non è un tecnico cresciuto esclusivamente nella scuola sudamericana, perché conosce già il calcio europeo, ne ha vissuto gli ambienti e le metodologie. Ha formato la propria identità attraverso un percorso che unisce due mondi: la disciplina tattica portoghese e la capacità di gestione del gruppo maturata in Brasile.
Grande solo in Sudamerica?
Proprio la gestione dello spogliatoio è uno dei suoi marchi distintivi. Ferreira ha costruito un Palmeiras competitivo negli anni, rinnovando la squadra senza perdere mentalità e ambizione. Una qualità che potrebbe interessare anche i grandi club europei alla ricerca di allenatori capaci di creare cicli, non soltanto di ottenere risultati immediati. Il suo contratto con il Palmeiras scade nel dicembre 2027 e il legame con il club è fortissimo. Ma il calcio vive di opportunità: se arriverà la terza Libertadores, potrebbe lasciare il Sudamerica da vincente assoluto e provare una nuova sfida.






