Il 'rinnegato' Mourinho torna nella tana del Barça: il 2010, il dito nell'occhio e le polemiche
TMWÈ tempo di Clásico in Spagna. Il mondo si ferma domenica alle 21: allo Spotify Camp Nou va in scena un altro atto di Barcellona-Real Madrid. Sarà la prima volta per José Mourinho nella nuova casa blaugrana, dopo il rinnovamento strutturale. E anche stavolta il tecnico di Setubal arriva all'appuntamento con una certa dose di polemiche che accompagnano la sua squadra: probabile che il pubblico di casa lo accolga senza troppi riguardi.
I "traditori": Mou il più detestato?
La storia della rivalità fra le due squadre è infinita e lunga è la lista dei "traditori" che hanno osato passare da una sponda all'altra. Fra i catalani è impossibile non pensare a Luis Figo, ma va detto che Mou ha fatto di tutto per scalare le gerarchie e per scalzare dal trono del più detestato il connazionale. Che venne omaggiato con il lancio di una testa di un maiale in campo a causa del trasferimento alle merengues, per dire.
Il passato al Barcellona
Da dove ha origine l'astio vero Mourinho? Non tutti ricordano innanzitutto che José ha lavorato per il Barcellona a cavallo fra il 1996 ed il 2000, come assistente di Louis Van Gaal. In rete è facile trovare anche dei video dove si sente un inedito Mourinho gridare al microfono davanti ai tifosi: "Hoy, mañana y siempre, con el Barça en el corazón". Una frase decisamente invecchiata male. E chi più di Mourinho è distante oggi da ciò che rappresenta il Barcellona, a partire dalla filosofia di gioco?
La semifinale con l'Inter e gli altri episodi
Su tutti, come dimenticare quando nel 2010 Mou ha eliminato il Barcellona sulla panchina dell'Inter, in semifinale di Champions? Una doppia sfida ricca di tensione, con l'allenatore parlò dell'"ossessione" dei blaugrana di dover vincere a tutti i costi. Nel match di ritorno è celebre la foto che ha catturato il momento in cui Mou è andato a dire qualcosa nell'orecchio di Guardiola, mentre quest'ultimo dava indicazioni a Ibrahimovic. Così come la corsa dell'allenatore a fine partita, vista da molti come una provocazione, con Victor Valdes infuriato e il club che accese gli idranti per rovinare la festa nerazzurra.
Quella serata fu solo l'inizio di una lunga rivalità, con Mourinho che dopo qualche giorno è diventato l'allenatore del Real Madrid. Tanti i momenti di vera tensione: Mourinho ha saputo ostruire anche così fuori dal campo, l'egemonia di una squadra che sembrava perfetta. Provocazioni che finivano per dare vita a duelli rusticani in campo, con cartellini rossi che fioccavano sul terreno di gioco e in panchina. Nel 2011 l'intervista post-partita con i "porque" di Mourinho che gettavano ombre sul potere del Barcellona in seno all'Uefa - da cui i presunti favori arbitrali - nel 2014 il dito nell'occhio al vice di Guardiola, Tito Vilanova. Oggi José provoca ancora, con il caso Negreira a fare da sfondo a diverse interviste. Vedremo se nella conferenza stampa della vigilia ci sarà un nuovo capitolo dell'infinita rivalità e come si tradurrà in campo.






