IL SOLE 24 ORE - Il Milan a lezione di umiltà
Il nuovo corso del Milan comincia con una figuraccia. Non tanto per la sconfitta, ma più che altro per i proclami e le provocazioni che nel calcio più che altrove diventano boomerang pronti a coprire di ridicolo chi non mantiene ciò che sbandiera ai quattro venti. Ibrahimovic con la solita spocchia, ha provato a caricarsi con le solite ‘bordate' mediatiche. "Chi mi incontra può solo perdere" e via così…e allora passi la sconfitta dei suoi, col Cesena, ma il rigore sbagliato al momento di riaprire il match è una lezione di umiltà che negli stadi di tutta Italia gli verrà ricordata per un bel po'.
Ma diamo al Cesena quel che è del Cesena. La formazione di Ficcadenti, dopo il pari d'esordio con la Roma, si conferma squadra tosta e senza timori reverenziali. Due anni fa in serie C nessuno avrebbe mai immaginato, forse sognato sì, di ritrovarsi in tempi così stretti faccia a faccia con gli dei del pallone. Ibrahimovic, Ronaldinho, quelli delle pubblicità…quelli che ti fanno tremare le gambe. Macchè, sul piedistallo ci salgono Bogdani e Giaccherini, che nel finale di primo tempo, in una manciata di minuti, mandano in tilt la corazzata rossonera.
Crolla ogni certezza. Fuori Ronaldinho, dentro Robinho. Niente da fare, e niente da fare neanche quando Zlatan si presenta con la sua maglia nuova fiammante sul dischetto del rigore e colpisce il palo. Unico appiglio il gol di Pato annullato per un sospetto fuorigioco ma Allegri è troppo furbo per aggrapparsi a un episodio e ai microfoni, nel dopo partita, parla di atteggiamento sbagliato e di mancato sacrificio.


