Bianconeri in giro per il mondo
Tanti giocatori in nazionale, tanto prestigio: tutto vero, soprattutto per una realtà come quella di Cesena, ma bisogna anche considerare il rovescio della medaglia. Il lavoro settimanale è importante per un allenatore, ancora di più per uno come Bisoli a cui piace essere sempre a contatto diretto con i giocatori e che ha bisogno di tempo per provare a spiegare i suoi concetti e per far assimilare i suoi metodi di lavoro.
Anche in questa sosta del campionato il Cesena ha visto una pattuglia di quattro giocatori partire per andare a giocare con le loro rispettive rappresentative nazionali. Under 20 per Luca Garritano che ormai è da un po’ di tempo nel giro di questa nazionale e ha giocato un tempo in amichevole contro la Francia; Under 21 invece per Nicola Leali che però non è sceso in campo visto che Di Biagio gli ha preferito ancora una volta Bardi del Chievo. Qui si interrompono i viaggi colorati di azzurro e cominciano le trasferte internazionali. Ha fatto il suo esordio con la nazionale maggiore islandese Hordur Magnusson che ha giocato 90 minuti nell’amichevole persa 3-1 dalla sua Islanda contro il forte e promettente Belgio: è vero che la nazionale fa perdere preziosi giorni di lavoro, ma poche cose possono galvanizzare e caricare di entusiasmo un ragazzo del ’93 come una partita intera rappresentando la nazionale più importante del suo paese.
Discorso diverso invece per Carlo Carbonero uno che con la Colombia ha giocato anche gli ultimi mondiale e che è stabilmente nel giro della nazionali dei Cafeteros. Carbonero ha giocato 33 minuti contro la Slovenia subentrando al posto di Aguilar. Carbonero avrebbe bisogno di lavorare con continuità e serenità a Cesena per riuscire ad arrivare al massimo della sua condizione fisica: un suo definitivo salto di qualità potrebbe aiutare anche il Cesena nella ricerca della sua identità. A questo va aggiunto che le trasferte del colombiano sono sempre lunghe e faticose e anche questa settimana Carbonero ha saltato due allenamenti per smaltire la fatiche del viaggio. Lavorare così a strappi non è l’ideale, soprattutto per chi deve ritrovare la condizione. Nei giorni scorsi era stato pre-convocato anche Hugo Almeida, ma poi la chiamata non è andata in porto e questo è stato senza dubbio un bene per il Cesena. Il puntero portoghese ha tanto bisogni di lavorare e quasi due settimane piene di allenamenti sono preziose e fondamentali per mettere benzina nelle gambe. Tanti giocatori in nazionale, tanto prestigio: tutto vero, ma quando ci si deve salvare e si hanno rose non da squadre di primo livello il lavoro viene prima di tutto.


