Arrabbiati ma con se stessi
Deve essere arrabbiato con se stesso il Cesena - è il commento di Luca Serafini sul Carlino - quando l'occasione c'è va presa al volo, anche “sporca”. E contro un Milan tormentato da problemi evidenti si doveva fare e raccogliere di più. Certo l'arbitro ha irritato, ha blindato il match in anticipo con un rigore “creativo”, ma i bianconeri sono sempre figli di errori grossolani. Infatti quando dopo una ventina di minuti da freno mano talmente tirato da bruciarlo (il Milan stava forzando) sono riusciti a cambiare atteggiamento, un misfatto l'avevano già combinato: nel sigillo di Bonaventura il primo vizio è stato di De Feudis, poi Leali è stato sorpreso e molle. Nei Cesena da salvezza del passato una costante non è mai mancata: grandi portieri e autoritari, da Seba Rossi ad Antonioli per non andare all'antico. L'ex juventino qualcosa in più non l'ha ancora dato, anzi. Non c'è certo solo lui in quello che manca ma anche.
Certo il Cesena è stato in grado di mutare atteggiamento, Di Carlo ha fatto giocare la squadra, però poca sostanza; un'occasionissima con De Feudis bravo in quel frangente, ma Abbiati lo è stato di più, poi alcune quasi opportunità dissolte in extremis. Così non si va da nessuna parte desiderata, se lontano dal Manuzzi non arriva qualche impennata diventano inutili le recenti prodezze interne. Ora si torna a casa contro Udinese e Palermo, squadre toste, servono due capolavori per tornare realmente in corsa salvezza. Chi lontano dalla Romagna ha raccolto solo cinque punti non può essere affidabile. Per ora il Cesena non lo è.


