Il problema dei calci da fermo
Da quando è arrivato a Cesena – osserva Gianluca Mariotti sul Carlino in edicola oggi - Mimmo Di Carlo ha compiuto un grande lavoro sulle palle inattive in fase difensiva che erano diventato un incubo, provato anche sulla sua pelle all'esordio con la Fiorentina con tre reti subite in quelle circostanze. Poi l'impegno quotidiano ha scacciato i fantasmi tanto che il suo Cesena non ha più incassato gol su palle inattiva, se non su rigore.
Sui calci da fermo a favore, invece, dopo le reti di Ze Eduardo con il Sassuolo, di Brienza con il Napoli e di Rodriguez con il Parma, qualcosa si è inceppato. Domenica contro la Roma la squadra di Di Carlo ha battuto 7 calci d'angolo e almeno 5-6 punizioni da zone piuttosto interessanti senza però risultare pericoloso nonostante fosse avanzata in area la fanteria arretrata. Non è contato nemmeno il numero superiore (soprattutto grazie a Djuric) di duelli aerei vinti rispetto ai giallorossi (55,8% contro il 44.2% giallorosso). Questo senza dubbio è uno dei grandi rimpianti del match, in cui la Roma ha fatto la voce grossa nel murare la manovra avversaria con 23 intercettazioni e 49 respinte.


