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Serve un… miracolissimoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 16 gennaio 2015, 11:09Campionato
di Redazione Tuttocesenaweb.it
per Tuttocesena.it
fonte Francesco Zani

Serve un… miracolissimo

“Finche la matematica non ci condanna”. Ecco, è stato scritto e adesso basta: non lo si scriva più sui giornali, non lo si posti sui social network, non lo si dica al bar prima di cominciare una partita di maraffone o di bere un bicchiere di vino. Il fatto è che dopo la sconfitta di Cagliari il Cesena è condannato da tutto meno che dalla matematica. Lo sta condannando purtroppo il mercato estivo (con le giuste attenuanti del caso visto che è stato fatto praticamente a zero) e pure quello di riparazione che praticamente ancora deve cominciare. Lo sta condannando la mancanza di vittorie, i problemi che sembrano irrisolvibili ormai in ogni reparto, i giocatori che stanno deludendo più o meno tutti e su tutta la linea.
Affrontare il Cagliari domenica scorsa era l’occasione migliore per dare un senso ad una stagione tremenda. I sardi erano pieni di assenze pesanti e non avevano mai vinto in casa. Molta della pressione era sulle loro spalle e come sempre il Cesena ha avuto il grande merito di risolvere in un colpo solo molti dei problemi di una sua diretta concorrente. Era stato così a Palermo, a Verona con il Chievo e anche con l’Atalanta. Tutte squadre in difficoltà per vari motivi e tutte squadre che hanno beneficiato dell’effetto balsamico che porta in questa stagione un match contro il Cesena. Partendo dal presupposto che è doveroso ricordare che se si è qui a inseguire il miraggio di una salvezza impossibile e che bisogna ringraziare chi ha salvato questa società e l’ha rilanciata addirittura con una promozione, è il momento di fare anche qualche riflessione.
Perdere non piace a nessuno e sicuramente non piace neanche a Rino Foschi, a Giorgio Lugaresi e a tutti i loro compagni di avventura. Quello che fa rabbia è che lo si sapeva dall’inizio che il Cesena aveva molto poco per rimanere in serie A e quel molto poco non è stato difeso al meglio. E poi le continue tensioni con Bisoli, l’esonero tardivo di un allenatore in cui non si credeva più da mesi e quell’instabilità e quelle lotte interne che fanno vacillare in questi giorni anche un club come il Barcellona. Figuriamoci il Cesena.
Ci sono ancora un girone e una partita da giocare e tante cose da difendere, molto più della categoria. C’è da difendere Luca Valzania come giocatore e come simbolo di un intero settore giovanile, c’è da difendere un pubblico civile che al Manuzzi c’è sempre, c’è da difendere una squadra che rischiava di non esserci più e che è stata salvata da gente coraggiosa con abbracciata attorno un popolo intero. La classifica invece non è più da difendere. Non bisogna guardarla per un bel po’. Poi, certo, a volte succedono anche i miracoli nel calcio. Ma al Cesena, per usare una delle parole che ripeteva sempre Nagatomo a Cesena mentre imparava l’italiano, serve un “miracolissimo”.