Minotti-Ficcadenti-Maroni: tutti i conflitti che attraversano il Manuzzi
19 anni, diciannove. Tanto Cesena ha aspettato, sognato, bramato il ritorno della Serie A.
Eppure mai, da 19 anni a questa parte, il Manuzzi è stato attraversato da un così alto livello di conflitto.
Non tesserati contro tesserati, anti-Ficcadenti contro pro-Ficcadenti, tutti (o quasi) contro Minotti: fiumi di inquietudine scorrono come nemmeno nei più bui momenti della Serie C. La domanda viene spontanea: ne valeva la pena? Non dispongo di una sicura risposta ma possiamo analizzare alcune responsabilità alla base di questi eventi.
Non intendo proporre l'ennesima ritrita discussione sulle palesi contraddizioni della cosiddetta Tessera del Tifoso, ma nemmeno ritengo opportuno cominciare questa avventura con gli amici di tuttocesena.it senza toccare l'argomento. Fosse solo perchè impedisce a tanti di noi di seguire il Cesena come prima o assieme ai propri compagni di sempre. Ma piuttosto che ribadire le - giustificate - critiche verso il Ministro Maroni preferisco sottolineare cosa gli ha permesso di imporre simili cervellotiche norme: e cioè l'assenza di un'organizzazione di categoria volta alla tutela degli interessi di noi tifosi. E in una democrazia l'unico modo per porre dei freni ad una legislazione demagogica quando non apertamente illiberale, oltre che a moderare le tendenze verso l'assoluto profitto da parte degli agenti economici è quella di "fare lobby". Fermatevi solo un attimo a pensare quale enorme potere di pressione, condizionamento e indirizzo avrebbe un'associazione che riunisse centinaia di migliaia, milioni di tifosi! Eppure nulla di simile esiste o, se esiste, ha dimensioni troppo localistiche per poter spaventare più di una formica. Per la nostra generazione i giochi sono ormai fatti, ma voglio egualmente augurarmi che quelle che verranno abbiano la forza e la lucidità per unire le forze e combattere questa brutale involuzione del nostro ambiente, sempre più prono alle esigenze dei padroni del vapore e sempre più sordo alle istanze di chi, idealisticamente, lo considera oltre che un passatempo, un'occasione sociale di aggregazione e uno sport.
Non sappiamo che ne pensi il padanissimo Min. Maroni di Massimo Ficcadenti, ma ora sappiamo cosa ne pensa il pubblico di Cesena. Chiunque abbia assistito all'ultimo match casalingo dei bianconeri avrà realizzato che fra l'ingellato trainer di Fermo e la parte più verace della tifoseria c'è più di qualche problema: il vaffanbicchiere della curva è stato particolarmente esplicito in questo senso. Eppure il fronte dei contestatori potrebbe essere, malgrado il solo punto conquistato nelle ultime 6 partite, meno esteso di quanto si pensa, a riprova del grande realismo (e della pazienza) di un'ampia fetta di tifoseria: infatti secondo un sondaggio condotto da un noto forum dei tifosi circa la metà dei supporters concorderebbe con il Presidente Campedelli la linea della fiducia a tempo, mentre 'solo' il 30% di loro lo esonerebbe seduta stante. Ma dietro questa situazione sicuramente spiacevole, si nasconde una serie di apparenti errori grossolani, di sottovalutazioni e sopravvalutazioni di cui a mio umilissimo modo di vedere il Presidente Campedelli si è reso protagonista. Dopo due promozioni consecutive, conseguite non certo per gli investimenti milionari bensì grazie al colpo di fortuna (e di bravura) del ritrovarsi un tecnico dal talento assoluto come Pierpaolo Bisoli, avremmo sognato un altro epilogo. Cacciare, o se qualche amante della poesia preferisce la formula "non rinnovare la fiducia" ad un tecnico del genere che ha saputo oltre che conseguire risultati enormi, ammaliare completamente la piazza, ritengo sia stata un gesto sconsiderato. Certo se a fine anno l'agognata salvezza dovesse giungere sarei costretto, per onestà intellettuale, a ritrattare queste mie tesi ma, al momento non vedo altre letture. Smantellare completamente o quasi il gruppo di giocatori dell'impresa e non avvalersi più dell'opera del mister di Porretta non vedo come possa essere una mossa logica e opportuna. Con lui al timone la tifoseria sarebbe sicuramente rimasta unita nel sostegno, anche a fronte dei tanti risultati negativi facilmente pronosticabili per una piccola realtà come la nostra, inserita nel tritacarne della Serie A, senza contare l'ingombrante eredità lasciata al povero Ficcadenti divenuto suo malgrado vittima di quella scelta. E poi come non citare l'altrettanto inspiegabile re-ingaggio di un Lorenzo Minotti ormai inviso, per i motivi più disparati, alla stragrande maggioranza della piazza (oltre che allo stesso Bisoli): una scelta legittima quanto apparentemente suicida. Una scelta che neppure può essere spiegata con l'esigenza per un Presidente giovane e inevitabilmente poco esperto della massima serie, di essere coadiuvato da un Direttore Sportivo di grande esperienza. E qui probabilmente casca l'asino: la precisa scelta di non avvalersi di una figura del genere ma di gestire in prima persona anzi, di più, in solitaria, l'intera campagna di rafforzamento rischia di passare alla storia come un gesto presuntuoso dagli effetti drammatici. E' infatti sotto gli occhi di tutti l'inadeguatezza e l'apparente insensatezza di parecchie scelte legate al calciomercato estivo.
Certo, sto correndo il rischio di dovermi rimangiare ampi tratti di questo mio ragionamento e sono certo che ogni lettore così come il sottoscritto, sarebbe lietissimo accadessero quegli eventi che lo rendessero doveroso ma, dopo 19 anni di lunga attesa, tutta questa maledetta conflittualità, questa amarezza, questa frustrazione, questi rancori rendono la Serie A non quel salvifico momento tanto agognato ma una sorta di capolinea. La Tessera del Tifoso, il mancato rinnovo all'eroe della promozione, lo smantellamento del gruppo sono questioni che non hanno lasciato indifferente il tifoso cesenate anzi, ne hanno duramente e ne mettono quotidianamente alla prova la passione.
Certo, il rischio di sembrare ingrati verso il Presidente che dopo tanti anni e sicuramente con tanti meriti ci ha riportati nella massima serie è reale ma tacere la realtà, per come viene vista da noi "utilizzzatori finali" sarebbe un rischio e una colpa ancora più grandi.
A Igor l'onere di ascoltare queste istanze, intepretarle al meglio e porre in essere tutti i correttivi ritenuti necessari affinchè Cesena e il Cesena tornino a correre all'unisono.


