La sconfitta è sempre orfana
Dove eravamo rimasti? Ah sì, al cambio Ragusa-Capelli e al Cesena che si chiude in difesa negli ultimi concitati minuti di Cesena-Pescara. Perché da quella fase difensiva il Cesena non ne è uscito nemmeno per tutta la partita di Torino. Si è molto discusso di quel cambio e proprio l’altro giorno, mentre mia moglie mi ricordava che le è piaciuto tanto Andrew Garfield in The Amazing Spiderman io le ho risposto che se apprezzava l’Uomo Ragno avrebbe dovuto vedere con che abilità si arrampicavano sugli specchi quelli che difendevano e giustificavano l’incauto ingresso del quinto difensore: roba da Hollywood.
E di specchi da scalare ce ne sono tanti anche stasera per giustificare l’ingiustificabile: una prestazione semplicemente offensiva nei confronti non solo degli eroi presenti nel settore ospiti dell’Olimpico ma di tutti i tifosi bianconeri. Eppure sappiamo già che c’è chi ci proverà: la Coppa Italia è meglio essersela levata di torno, non conta niente, l’importante è fare bene sabato prossimo a Crotone. Tutte balle. Quando si scende in campo con la maglia del Cesena si deve dare sempre il massimo per il rispetto dei tifosi e dei 75 anni di storia.
Stasera non mi sono piaciute nemmeno le dichiarazioni di Massimo Drago a fine partita, visto che ha puntato il dito contro quelli scesi in campo senza far precedere il tutto da una sonora assunzione di responsabilità. Forse però ero abituato male io.
Si è comunque ripalesata una verità incontrovertibile: per quanto forte l’undici titolare del Cesena, altrettanto modeste sono le riserve. Basta qualche infortunio o qualche convocazione in nazionale per rendere il Cesena domabile persino tra le mura amiche: tutto sommato però questa non è una pecca così grave, visto che poche squadre in B (forse solo il Cagliari e il Bari, non certo quel Perugia classificato in settimana da Rino Foschi come più attrezzato del Cesena) possono permettersi dei rincalzi di prim’ordine.
Già gli infortuni: ogni giorno ne scopriamo di nuovi e non possiamo nemmeno stare tranquilli per quelli vecchi, visto che poi le diagnosi si complicano all’improvviso. Allora sarebbe utile valorizzare al massimo tutti gli elementi della rosa, anche se sulla carta non sarebbero pronti a disputare una stagione intera da titolare in serie B. In serie A ci si va anche schierando all’occorrenza Fonte, Giunchi ed Espinal. Per questo vanno valorizzati tutti, da Valzania a Tabanelli fino a Succi, letteralmente massacrato in queste ultime settimane. Le critiche fanno parte del gioco e vanno accettate, ancor di più quando sono legittime (andrebbero accettate anche quando non lo sono, ma questo è un concetto complicato in Italia): le prese in giro e gli sberleffi no. In questi casi servirebbe davvero qualcuno, che sia l’allenatore o un dirigente, in grado di proteggere il gruppo, vero tallone d’Achille di una squadra potenzialmente fortissima.


