Calciomercato, il punto: inizia la fase 2
Le date cerchiate in rosso sul calendario del Cesena erano due: 30 giugno e 1 luglio 2016. Come preannunciato, in quei due giorni la società di Corso Sozzi avrebbe dovuto lanciare un chiaro segnale di operatività sul mercato e questo segnale è arrivato. Renzetti a Genova in cambio di soldi (pochi, ma da gennaio il contratto era particolarmente oneroso per le casse bianconere) e del prestito biennale di Panico, poi Perticone e Schiavone. Ancora: scambio di giovani con il Chievo Verona per esigenze di bilancio più che tecniche e soprattutto cessione di Petrelli alla Juventus. In pratica tante operazioni di contorno che però forniscono lo spunto per alcune considerazioni.
La prima riguarda il caso-Petrelli: è un segnale di debolezza inquietante per il Cesena. Va riconosciuto che è molto difficile trattenere un giocatore di nemmeno sedici anni quando gli fa la corte una squadra come la Juventus, ma la contropartita economica è risibile. Il Cesena ha incassato 500mila euro più il cartellino, valutato almeno 300mila euro, di giocatore come Schiavone che alla Juventus non interessava più e prossimo a liberarsi a parametro zero. I premi futuri sono incredibili: 100 mila euro per i prossimi tre anni nel settor giovanile, praticamente quasi quanto basta per coprire il compenso del presidente del Cesena. Poi potrebbe arrivare complessivamente un altro milione di euro in caso di gol e presenze in prima squadra: visto che stiamo parlando di una squadra destinata a dominare il calcio italiano per i prossimi 10 anni almeno, il valore di Petrelli sarebbe almeno 50 volte tanto.
La seconda considerazione è relativa alla costruzione della squadra futura. Dopo un giugno tutto all'insegna del terrorismo mediatico, al momento l'unico giocatore di un certo rilievo che il Cesena ha venduto è Francesco Renzetti. Su Ciano si è fiondato il Napoli visto che potrebbe considerarlo come prodotto del settore giovanile ma De Laurentis sembra aver stretto decisamente i cordoni della borsa; Ragusa e Djuric per il momento non hanno offerte - la B per loro è fuori discussione - mentre è praticamente fatta per il rinnovo del prestito di Improta. Anche se dovesse partire Ciano - è l'obiettivo numero uno di Foschi relativamente al Cesena, visto che c'è da realizzare una mega plusvalenza - le permanenze di Djuric, Ragusa e Improta sarebbero un ottimo segnale
Per questo si parla di "fase 2": terminate o quasi le operazioni iniziali e secondarie, è arrivato il momento di affidare a Drago le chiavi di una rosa robusta e solida, visto che la partenza per il ritiro è fissata tra meno di due settimane. In porta Agliardi è la certezza, indipendentemente dai capricci di Brignoli che a questo punto c'è da augurarsi che rimanga a Torino a fare il tifoso di Pantani, mentre Falasco sostituirà Renzetti. Perticone e Balzano (che sarà ufficializzato a giorni) riempiono il buchi lasciati da Caldara e Lucchini, in attesa di capire cosa pensi Drago di Capelli. A centrocampo dubbio analogo relativo a Cascione, ma ci sono già Schiavone e Kone. In caso di permanenza di Ragusa e Improta sugli esterni e Djuric in avanti la base della rosa potrebbe essere in gran parte completata. Mancherebbe forse un portiere, eventualmente anche riserva, poi un terzino destro e qualche alternativa a centrocampo: difficile che arrivi una punta senza prima cedere la torre bosniaca.
A queste condizioni - cedendo il solo Ciano e resistendo a nuovi sacrifici in nome del bilancio - si potrebbe quindi parlare di progetto biennale e di continuità tra le due stagioni con Massimo Drago al timone.


