Individuato l'autore delle minacce al Cesena Store?
Un abbraccio a Campedelli, solidarietà e appoggio per la denuncia pubblica che il patron del Cesena ha esternato lunedì scorso dopo una serie di minacce ricevute da lui e dalla sua famiglia sia in sede che nel negozio ‘Cesena Store’ (sabato pomeriggio) per non aver sostituito il tecnico Ficcadenti. Se fin da lunedì il sindaco Paolo Lucchi e il presidente della Provincia Massimo Bulbi avevano espresso tutta la solidarietà delle istituzioni, ieri al centralino del Cesena Calcio sono arrivate numerose telefonate di abbonati (di tutti i settori), di tifosi di ogni età che hanno invitato il patron a non lasciarsi intimidire e a tenere ‘botta’. Tante anche le mail.
Il ‘numero uno’ del sodalizio di Corso Sozzi poi, ieri mattina verso le 9, davanti all’ingresso della sede del club ha trovato ad aspettarlo uno storico commerciante cesenate, per anni titolare di uno dei più importanti negozi del centro, che lo ha invitato a «non mollare» aggiungendo "Ti siamo grati per quello che hai fatto e siamo con te». Oltre al popolo tifoso, messaggi di ‘complicità’ sono arrivati anche dalla Regione dove si ammira «la coerenza, il lavoro e l’impegno che sicuramente daranno dei frutti", dall’ onorevole Sandro Gozi e dal segretario della Confartigianato di Cesena Stefano Bernacci. Pure un tifoso bolognese ha espresso solidarietà sottolineando il proprio deciso no alla violenza. Addirittura una mail è pervenuta da un gruppo di tifosi del Bari dove si evidenzia come dopo oltre trent’anni la gestione del club biancorosso da parte della famiglia Matarrese sia al capolinea. Così Campedelli viene invitato ad acquistare il sodalizio pugliese: "Sappiamo delle minacce che avete ricevuto dai tifosi sia lei che la sua famiglia; sono ingiuste, le suggeriamo di prendere un società più blasonata e con una tifoseria da Champions League come la nostra".
Si è mosso pure il mondo del calcio che ha voluto far sentire al presidente bianconero tutta la propria vicinanza. Messaggi e telefonate sono arrivati dalle Leghe di A e di B, da due società che situazioni come quella che sta vivendo attualmente il Cesena e il suo massimo dirigente le hanno già provate, oltre che da diversi team di serie B e Prima divisione. Così pensieri di affetto e stima sono stati firmati dal Palermo del patron Maurizio Zamparini e dal Parma che, proprio domenica scorsa, al termine del match pareggiato con il Cesena è stato vigorosamente contestato dai propri tifosi che non vogliono più il tecnico Marino.
Intanto i carabinieri stanno per individuare (in mano avrebbero già diversi elementi importanti e la ricostruzione potrebbe anche concludersi nella giornata odierna) l’individuo sulla trentina che sabato pomeriggio alle 18,30, insieme alla fidanzata, è entrato nel ‘Cesena Store’ (gestito dalla moglie di Igor Campedelli, Maria Chiara Gadoni, in quel momento assente) in via Gaspare Finali.
Andato lì per cambiare una tuta acquistata in saldo, al momento di uscire si è rivolto alle due commesse dicendo: "Domani speriamo di vincere". E alla replica delle dipendenti del negozio "Speriamo", è stato lapidario: "Lo speriamo anche per voi; se non succede e Campedelli non cambia l’allenatore noi ultrà torneremo qui e spaccheremo tutto". Verrà denunciato per minacce. Non sarebbero invece stati trovati collegamenti tra questo episodio e il lancio di un petardo, avvenuto qualche giorno prima, contro una vetrina sempre dello stesso negozio che però non ha provocato danni.


