Tutti contro tutti
Mi viene in mente quando alcuni anni fa vidi in televisione (poteva essere un servizio di Contro Campo ma non ne sono sicuro..) un servizio sui tifosi della juventus inferociti per l’ arrivo del nuovo allenatore Ancelotti con dichiarazioni del tipo “il maiale non lo vogliamo” che probabilmente alludevano alla stazza di Carletto, oppure “ se viene Ancelotti io non faccio più l’ abbonamento allo stadio”, e altre belle cosette: al rientro in studio l’ “opinionista” Abatantuono ne disse una giusta, per una volta: “se io fossi nella società risponderei a questi signori: non volete fare l’ abbonamento? Chissenefrega, vi state a casa vostra”.
Dopo la brutta sconfitta interna contro l’ Udinese la contestazione degli Ultras della Curva Mare diventa ufficiale, e, testualmente, proseguirà ad oltranza fino ad un cambio di rotta e, nello specifico, nel cambio dell’ allenatore.
Ficcadenti non è mai stato amato dalla gente di Cesena: è diventato impopolare ancora prima di arrivare, dovendo sostituire quel PierPaolo Bisoli che ci aveva riportato in A dopo 19 anni, partendo dalla serie C perdipiù; un idolo insomma, che però, ad un certo punto, ha preferito cambiare strada e tornare nella sua Cagliari: si dirà che Campedelli non ha fatto di tutto per trattenerlo, può essere in parte vero, non conosco i dettagli, ma so che, quando la questione diventa “economica” il Cesena non può fare la voce grossa praticamente con nessuno.
Ficcadenti arriva e impone le sue idee, a dispetto di tutto e di tutti: impone Villa Silvia come esclusiva per la prima squadra (la Primavera quindi trasloca altrove..), ripropone gli allenamenti a porte chiuse, taglia alcuni elementi della stagione passata, alcuni dei quali veri e propri beniamini dei tifosi come De Feudis e Do Prado: in particolare quest’ ultimo se ne va perché in difficoltà con il modulo del mister, o almeno questa è la versione ufficiosa, anche se la “questione economica” può avere avuto nuovamente il suo peso.
Mercato indecifrabile, recita dunque il comunicato degli ultrà, e non hanno del tutto torto: arriva un giocatore sul viale del tramonto come Appiah, una punta apparentemente di riserva come Bogdani, un’ altra mezza rotta come Budan, alcune scommesse come Paonessa, Fatic, Gosborov, un portiere di riserva brasiliano ma, soprattutto, tra lo scetticismo generale, un difensore giapponese, voluto con forza proprio da Ficcadenti; la punta quindi non arriva, nonostante sia stata richiesta….si spera nel recupero di Budan e nella verve di Giaccherini.
Durante le prime partite Ficcadenti diventa un mito: perché pareggia a Roma, perché batte il Milan, perché si ripete col Lecce: poi, però, le cose iniziano ad inclinarsi…ora si sa, il tifoso è volubile, e come la gente si era miracolosamente moltiplicata agli allenamenti, così piano piano inizia a sparire.
Che strano, avranno pensato: il Cesena non sta ripetendo i due campionati precedenti, stiamo PERDENDO DELLE PARTITE! Anche parecchie di fila! Ma perché Ficcadenti non cambia? Perché non sposta? Perché fa giocare Bogdani? Perché non toglie Appiah?....
Ma torniamo al comunicato, quando parla dell’ attaccamento dei tifosi alla squadra, soffermandosi in particolare sulle trasferte: hanno fatto bene a specificare, perché invece è in casa che io non ho quasi mai sentito un incitamento degno di una piazza di serie A…e dire che il tifoso, quello deve fare no?O il suo lavoro è contestare? Riempire lo stadio quando c’ è il Milan, starsene mogi mogi contro le altre; nello scritto si fa riferimento al mancato saluto da parte dei giocatori verso le WSB dopo il pareggio a Lecce: devo dire che quell’ episodio è stata la fortuna degli Ultras, se no non saprei proprio a cosa si sarebbero potuti attaccare.
Un piccolo esempio: al Manuzzi i tifosi dell’ Udinese erano tantissimi, forse duemila….quanto è lontano Cesena da Udine? Bene: i nostri a Napoli erano un centinaio….quanto è lontana Napoli da Cesena? Ci siamo con le distanze, no? Fatevi due conti.
Ricordo che la partita contro il Lecce l’ ho vista alla televisione in un bar davanti allo stadio che non nominerò, ma sapete tutti qual’ è: dietro di me un gruppo di “prototipi ultrà” che mi hanno rimbambito tutto il tempo con lo stesso “edificante” ritornello “Bogdani di merda,/albanese togliti dalle palle/tornatene a casa in gommone/muori adesso…etc..” questo fino al gol del nostro, quando sono scoppiati in un “Grande Bogdani! Sei un grande! Sei un mito!”
Eccolo qua il tifoso.
Idem, i fischi ad Appiah appena mette piede in campo: certo, questo è un ottimo sistema per spronare un giocatore in difficoltà e fargli sentire la vicinanza della gente. Bravi!
Mercato di Gennaio: il Cesena vende Nagatomo all’ Inter e incassa un bel po’ di soldi…APRITI CIELO!
Si certo, ammetto che è dispiaciuto anche a me, e non poco, pero, qua sembra che qualcuno si stia dimenticando chi siamo noi: una piccola squadra di provincia per la quale la serie A è semplicemente un giro di giostra, dove per stare a galla dobbiamo vendere i pezzi pregiati e puntare su nostro vivaio e in qualche genialata di mercato: ma allora Agostini, Rossi, Rizzitelli, Hubner, non vi hanno proprio insegnato niente….il problema magari, e qui condivido il malessere, è che i soldi non sono stati reinvestiti nel modo giusto, in particolare non è arrivata la famosa punta, anche perché i dirigenti stessi hanno smarrito la dote principale che una volta il Cesena aveva, l’ umiltà, puntando su nomi altisonanti come Muti o Maccarone, che infatti non sono arrivati: ricordo con nostalgia quando il Cesena comprava Hubner dal FANO e tutti a chiedersi chi fosse…..
A cosa servirà questa protesta a oltranza? A far cacciare Ficcadenti? E poi? Chi arriverà al suo posto cosa si potrebbe mai inventare? Se giocatori di esperienza trotterellano invece di correre, se sbagliano passaggi elementari, se la rosa ci costringe a schierare ogni domenica giocatori obiettivamente inadatti alla categoria, immolati nel nome del “bilancio”.
La nostra fortuna è che le altre della bassa classifica non corrono: potremmo ancora farcela, sarebbe un miracolo ma potrebbe ancora accadere! Non è il momento di voltare la schiena alla squadra.
Non è il momento del “tutti conto tutti”.
Francesco Pizzinelli.


