IL RESTO DEL CARLINO - Rino Foschi "A Palermo sarà dura, ma il Cesena è da A"
Quando Rino Foschi pensa a Palermo-Cesena gli si spalancano le porte dei ricordi. Sei stagioni a Palermo, dal 2002 al 2008, quelle del ritorno dei rosanero in A dopo trent’anni e delle tre qualificazioni consecutive in Europa League. In contemporanea la collaborazione col Cesena, col passaggio dall’orlo del disastro finanziario alla serie A sfiorata nel 2006. “Che partita sarà? Una gara complicata per i bianconeri – spiega Foschi, ora ds del Padova – il Palermo non può fallire, viene da una sconfitta nel derby e io so cosa significa per quella piazza. Poi è tornato Delio Rossi in panchina, che si è ripresentato guardando i giocatori negli occhi. i tifosi si aspettano molto e per il Cesena sarà durissima. Di una cosa però sono certo: i bianconeri usciranno a testa alta facendo una buona prestazione che darà slancio per il finale di stagione, indipendentemente dal risultato. Fra tutte le squadre che lottano, il Cesena è quella più attrezzata per la salvezza. Palermo? Ritengo Zamparini un grande presidente, il più importante della mia carriera. Lui è un istintivo, ma è una brava persona. Anche grazie a lui ho potuto collaborare negli stessi anni col Cesena e io ancora lo ringrazio. La mia esperienza col Cesena? Mi chiamò Giorgio Lugaresi in un momento molto brutto, si rischiava il fallimento. Facemmo ottime operazioni come quelle di Papa Waigo, Ciaramitaro, Ferriera Pinto e Rinaudo. Non solo riuscimmo a restare in B, ma sfiorammo addirittura la A. il momento più bello? Giugno 2004: in dieci giorni il Palermo conquistò la A e il Cesena la B. Ho ancora i brividi. Un mio ritorno a Cesena non è da escludere, ma ora Campedelli ha il suo staff e stanno facendo grandi cose. Ora il Cesena non ha bisogno di Rino Foschi. Mi limito a fare il tifoso.”


