Il Pupazzen a Brema con la sciarpa delle WSB
E così il poker è servito: quattro partite e zero punti. Per fortuna che Bisoli sembra volerci dare una mano e si è fermato ad aspettarci un solo punto più avanti. Sarà comunque dura, soprattutto se in campo qualche difensore non la dovesse smettere di fare il Doudou della situazione.
Vabbeh, passiamo alla Germania. Il tedescone di Oldenburgo, al secolo Henning Tatje, è stato ospite di Quelli che il Calcio negli studi Rai con il suo immancabile pupAzzen, immancabilmente scritto con la A maiuscola. Io lo avevo incontrato qualche settimana prima quassù a Brema. Ecco quello che più o meno è successo.
Ci diamo appuntamento in stazione verso le 7, dopo il lavoro. Io e mia moglie arriviamo da bravi italiani con cinque minuti di ritardo e iniziamo a guardarci in torno davanti all’entrata della Hauptbanhof, la stazione principale. Un urlo squarcia la monotonia teutonica della processione di rientro dal lavoro: “Ce-se-na!”. In mezzo alla piazza spunta fuori Henning che ci accoglie festante incurante del fatto che non tutti i suoi connazionali sono pronti a capire queste meravigliose manifestazioni di italianità.
Seguono baci e abbracci, poi la mia domanda immancabile: “Come sta il Pupy?”, e dallo zainetto che tiene sulle spalle Henning estrae trionfalmente il pupAzzen con la sciarpa delle Wsb al collo. Lo agita come un trofeo e addirittura fermiamo una ragazza per chiederle di farci una foto di gruppo: io, Melissen (mia moglie, così come la chiama Henning), lo stesso Henning ed un pupAzzen con la sciarpa del Cesena al collo. Siamo innegabilmente l’attrazione principale della piazza della stazione di Brema.


