IL RESTO DEL CARLINO - Adesso bisogna cominciare a preoccuparsi
Sì, la musica è cambiata rispetto a Catania, è peggiorata. Infatti alla prima difficoltà ne subentra una seconda e spesso te le inventi, le crei da solo o quasi. Il rigore causato da Rossi con la Lazio è una sciocchezza da Oscar. In Sicilia in quel frangente aveva ‘segnato’ anche un arbitro molto discusso. Qui invece è tutta farina avariata del suo mesto sacchetto. E il bis, sette minuti dopo, sulla falsariga quando Von Bergen ha ballato con Cisse, Lauro e ancora Rossi sono stati ‘fucilati’ da Klose; facendosi prendere d’infilata. Insomma manca autorità, solidità, soprattutto in fase difensiva.
E dire che nel primo tempo il Cesena aveva mostrato più cattiveria del solito, finalmente qualche spigolo da oppore a una Lazio che tanto affamata non pareva proprio. Ma già nel finale dei primi quarantacinque, con il gol di Mutu da cercare di tenere in cassaforte, il baricentro dei padroni di casa era arretrato troppo. E anche in quei momenti, in retroguardia, certe sbavature emergevano; a volte l’avversario spuntava miracolosamente libero anche se andava bene. Ravaglia e la coppia centrale infatti nella prima parte hanno avuto una discreta cera. Poi il doppio splash e una litania assordante e misera. Come reazione solo tanto possesso palla ma di quelli fini a se stessi, da solletico. Infatti Marchetti per provare qualche brivido vero avrebbe dovuto vedere un film horror. Insomma preoccupiamoci sempre di più: si parte benino, si fa qualcosina poi si punta il dirupo e anche con tante colpe proprie vi si finisce dentro. Aggiungiamoci poi drasticamente una fragilità di testa alle prime difficoltà e un possesso palla che fa addormentare e non conosce impennate. Sì, suoniamo pure la fanfara della preoccupazione. Più per i difetti che ora rischiano di diventare radicati che per la classifica (zero punti). Ed è tutto dire...


