IL RESTO DEL CARLINO - Mutu-Eder, attenti a quei due
INIZIA domani l’era di Daniele Arrigoni alla guida del Cesena, dato il benservito a Marco Giampaolo dopo una sfilza di disastri, tra cui una classifica drammatica e lo stato di evidente difficoltà psicologica del gruppo. Ma anche in piena emergenza fisica, vista la povertà di centrocampo.
Durante la presentazione l’uomo di Borello non ha potuto più di tanto sbilanciarsi, ma una cosa l’ha detta con chiarezza: cambierà, a cominciare dalla posizione di Adrian Mutu, che tornerà definitivamente all’avita posizione di seconda punta. In parte Arrigoni cambia anche perché obbligato da squalifiche e infortuni. In parte perché evidentemente tenderà a dare discontinuità rispetto a quanto visto finora. Considerato il dato di partenza non dovrebbe essere difficile fare meglio.
FATTI SALVI tutti gli altri ritocchi, più o meno attesi considerate le defezioni, balza agli occhi il ‘new deal’ che il tecnico sembra intenzionato a imporre davanti. La coppia d’attacco contro il Lecce dovrebbe essere costituita da due dei più talentuosi elementi bianconeri (Mutu ed Eder), osannati da tutti sin dal loro arrivo ad Acquapartita e poi invece deludenti. Ora entrambi sono chiamati a cominciare a mantenere le promesse. I loro piedi sin dai sogni di mezza estate avrebbero dovuto partorire la maggior percentuale di gol per la salvezza del Cesena. Quelli che, in un impeto di euforica esaltazione contro modesti dilettanti in precampionato, furono battezzati “i gemelli del gol”.
DA ALLORA l’unico che ha bollato è stato Mutu, un unico golletto contro la Lazio, anche inutile perché poi la banda di Reja ne fece due e fu un’amara sconfitta al Manuzzi. Poi il rumeno ha fatto parlare di sé per il rigore sbagliato contro il Chievo, col senno di poi (ma anche di allora) fondamentale per i destini del Cesena. Durante la scorsa stagione Jimenez, nella medesima situazione (anzi, più temibile perché già nel girone di ritorno), la buttò dentro e dette il via alla straordinaria rimonta bianconera.
QUINDI MUTU ha aggiunto la ciliegina della sciagurata espulsione rimediata contro la Fiorentina, che ha privato il Cesena di quelal che comunque è l’unica vera arma in grado di tenere in apprensione le difese avversarie. Tre turni di squalifica, in un periodo fondamentale, col rumeno a guardare la partita dal divano.
EDER NEANCHE questo. Sinora ha sicuramente dato molto dinamismo alla squadra, ma più che per questo si è fatto notare per non aver segnato lo straccio di un gol. Come dire, tanto fumo e niente arrosto. Ha smarrito la verve realizzativa che ne fece brillante capocannoniere di un campionato cadetto di due anni fa. Forse la serie A è sovradimensionata per lui? Vedremo da domani in avanti, con Arrigoni pronto a consegnargli il ruolo di prima punta, col compito principale di buttarla dentro e aprire al tempo stesso varchi per Mutu e gli altri.
PER ENTRAMBI dunque è suonata la campanella. Fine della ricreazione. D’ora in avanti basta fumo, serve l’arrosto. Altrimenti l’attacco bianconero rischia di diventare materiale per gli almanacchi, come il più spuntato di sempre.


