IL RESTO DEL CARLINO - La grinta di Guana "Ci batteremo su ogni pallone!"
Non avra’ la rabbia ‘cattiva’ di Guillermo Rodriguez, rasato a zero come lui, però Roberto Guana è certamente un grintoso e anche uno degli acquisti più azzeccati del Cesena di quest’anno. Mai tirato indietro la gamba, neanche nei match più scalcagnati. Anzi, dopo aver provato ben altre soddisfazioni, si trova ad essere uno dei baluardi più affidabili del manipolo di Arrigoni.
«Non mi sono mai pentito di essere arrivato al Cesena, fin dal primo momento alla presentazione sul lago di Acquapartita. Anche nei momenti più bui ho sempre creduto che ci salveremo, ne sono fermamente convinto». Qualche segno di vita in effetti si è visto, la nuova conduzione tecnica e la doppietta di vittorie hanno portato aria nuova ed entusiasmo.
«Con Giampaolo sarebbe probabilmente bastata una vittoria per dare una sterzata, per tentare di sbloccarci mentalmente, penso ad esempio alla gara col Chievo. Il progetto del mister era bello e ambizioso, però serviva tanto tempo e noi non l’abbiamo avuto. Il campionato ha cominciato subito a mordere».
A proposito, a Palermo domani sera morderanno ancora di più, hanno vinto sempre in casa... «Siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo in Sicilia, è sempre molto difficile giocare al ‘Barbera’, figuriamoci ora che è diventato praticamente inespugnabile. Conosco bene quello stadio, siamo pronti a dare battaglia».
A Palermo lui c’è stato come un papa per tre stagioni. «Tre anni bellissimi, dal 2006 al 2009, ho giocato un’ottantina di partite (83 per l’esattezza, ndr). Con quella maglia ho avuto le soddisfazioni maggiori della mia carriera, tra cui giocare l’Europa League. Torno sempre volentieri in Sicilia». Dove il padre padrone si chiama Zamparini, un presidente difficile. «Dicono che sia troppo sanguigno, vulcanico. Se il Palermo è un club importante lo si deve a lui».
Non è la partita ideale purtroppo, sulla carta, per guarire le ferite post Juventus, come del resto gli altri match di qui a fine anno. «Siamo attesi da incontri impegnativi e allora andiamo a caccia di sorprese, il calcio è bello per questo. L’importante è stare concentrati e affrontare una partita alla volta».
Come si dovrebbe giocare a Palermo per salvare la pelle? «Dobbiamo continuare a giocare da Cesena, come stiamo facendo da un mesetto. Al ‘Barbera’ ci vuole grinta feroce, la volontà di battersi su ogni palla». Adesso questa squadra può risucir a dare tutto ciò, chissà perché prima, con Giampaolo non ci riusciva. «Alle prime difficoltà andavamo in crisi, non c’erano energie mentali per reggere. Ora è tutta un’altra storia».


