IL RESTO DEL CARLINO - Ceccarelli fa la voce grossa
Ci ha sempre creduto Luca Ceccarelli, anche quando le cose proprio non andavano e tutti davano il Cesena già per spacciato. Un mese fa, ancor prima della vittoria della svolta nel derby di Bologna, lo aveva detto e ieri lo ha ribadito forte e chiaro: «Questa squadra ha le carte in regola — dice l’esterno destro di Gambettola — per giocarsi sino alla fine la salvezza. La strada è lunga, ma adesso abbiamo i punti dello scorso anno e siamo tornati nel gruppo».
Domenica arriva l’Inter e la mente non può non andare alla sfida dello scorso anno, quando Pazzini beffò nel recupero un Cesena splendido fino a quel momento, che stava vincendo grazie a un gol di Budan. Tanta la voglia di rivincita, ma Ceccarelli non si fida dei nerazzurri, sin qui a corrente alternata e reduci tuttavia da due vittorie consecutive. «Sì, nello scorso campionato giocammo ottanta minuti perfetti , ma ne sono bastati dieci per compromettere tutto. Vorrà dire che quest’anno dovremo essere più bravi e farne 95 al massimo. Sono convinto che se giochiamo come a Palermo ce la possiamo fare».
Con ogni probabilità si ritroverà di fronte l’amico Yuto Nagatomo. I due gol del samurai nelle ultime due gare non spaventano Ceccarelli, che ci scherza su: «Speriamo che i suoi jolly per quest’anno li abbia già giocati tutti... Yuto è un gran giocatore ed è in forma, ma l’Inter non ha che elementi che possono fare la differenza. Occhio soprattutto a Pazzini, uno che con una mezza palla fa gol e noi lo sappiamo bene».
Una stagione, quella di Ceccarelli, iniziata in ritardo: l’esordio infatti solo alla 5ª giornata contro il Chievo, quando l’infortunio di Comotto costrinse Giampaolo, fino a quel momento piuttosto freddo nei suoi confronti, a gettarlo nella mischia. Ceccarelli evita però le polemiche e sul suo ex allenatore spende parole d’elogio: «Con Giampaolo ho avuto un buon rapporto. E’ vero, non mi vedeva tanto, ma io ho sempre lavorato per farmi trovare pronto. Certo, ci stavo male: per un cesenate come me, che ha questa maglia come seconda pelle, non poter dare un contributo è una sofferenza doppia. Giampaolo ha anche avuto sfortuna, ma per il tipo di gioco che voleva fare occorre il tempo che chi si deve salvare a volte non ha. Con Arrigoni le cose sono cambiate, soprattutto domenica a Palermo si è vista una squadra che ha ragionato come tale. Ho rivisto lo spirito degli anni passati e questo è un buon segnale».
Idee chiare anche su qual è la sua posizione preferita: «Se me lo avessero chiesto tre anni fa avrei detto a centrocampo senza esitazione. Oggi con la stessa sicurezza dico che in difesa mi esprimo al meglio. Comunque, l’importante è essere negli undici titolari».


