IL RESTO DEL CARLINO. Ravaglia, altra bocciatura: per lui forse niente panchina
Melgrati in panchina al posto di Ravaglia? Chissà. Di sicuro, quella scintilla che tra Pierpaolo Bisoli e alcuni giocatori è scoccata (per esempio con Luca Ceccarelli già dai tempi della Prima Divisione, o l’ex Dario Biasi) non c’è mai stata invece tra il tecnico e il portiere Nicola Ravaglia: questa è la storia di un feeling mai nato.
Questione di fiducia, quella che il tecnico ripose nel giovane portiere allora ventenne nell’estate del 2008, ma che dopo un certo periodo, dopo alcune negative performance, venne meno. E da allora l’opinione di Bisoli non sembra mutata. Tanto che a Terni ha giocato Belardi e il tecnico non perde di vista il baby Riccardo Melgrati, 18 anni e scuola Inter.
La convivenza tra Bisoli e Ravaglia è stata spesso travagliata. A cominciare dal 2008 quando un errore del portiere alla prima giornata confezionò il crollo bianconero al debutto in casa contro la Reggiana: Bisoli era alla sua prima panchina bianconera e difese a spada tratta il portiere. I mesi passarono ma il dubbio riaffiorò con l’anno nuovo: l’11 gennaio 2009 a Reggio Emilia il tecnico a sorpresa lasciò Ravaglia in panchina per scelta tecnica, mettendo tra i pali Michele Tardioli (oggi suo allenatore in seconda) che nonostante il ko (1-0) disputò una grande partita. «E’ una scelta come un’altra» spiegò il tecnico dopo il match coi granata «anche il Milan ha avvicendato Kalac e Dida, perché non si può fare qui?». La settimana seguente le voci si rincorrevano, ma il lunedì successivo nel vittorioso derby col Ravenna il ragazzo classe ’88 era di nuovo al suo posto tra i pali. E ci sarebbe rimasto per il resto del campionato di Prima Divisione (32 presenze in tutto), culminato con la promozione. Quel Cesena nel girone di ritorno incassò solo 9 reti, ma ciò non fu sufficiente a Ravaglia a mantenere il posto. Bisoli aveva in mente un altro genere di portiere per vincere anche in serie B: così arrivò Francesco Antonioli, Ravaglia rimediò un biglietto di sola andata per Viareggio (Prima Divisione) e da quel giorno le loro strade non si erano più incrociate. Fino a una settimana fa, quando Bisoli è tornato. E la convivenza difficile che pareva ormai dimenticata è tornata d’attualità.


