Crescendo all'ombra di Pogba e Boateng
C'è un promettente ragazzo della Primavera bianconera che ha un altrettanto giovane collega a cui dice di ispirarsi. Il primo è il nostro Abdoul Meyker Yabrè, meglio conosciuto come "Mek". Il secondo invece è il vice Pirlo: Paul Pogba. Dopo l'amarissimo pareggio in campionato avvenuto sabato pomeriggio contro la capolista Atalanta, il mediano bianconero elogia Pogba, ignaro che qualche ora più tardi sarebbe stato il match winner siglando addirittura una doppietta straordinaria. Proprio lui, afferma al Corriere Romagna, pensa di imitarne le gesta in campo. Invece la chiave di collegamento che lo lega a Boateng è, purtroppo un'altra. Proprio nella gara d'andata, in Lombardia, Yabrè ha ricevuto, così come anche contro il Cittadella, degli insulti particolari, legati al suo colore della pelle. Lo sfogo è avvenuto via web, poi rimbalzato anche sui quotidiani locali, senza contare che sono pervenute le scuse dei dirigenti nerazzurri dopo l'avvisaglia di Valentini. Durante la gara di sabato quindi, ha avuto ancora a che fare contro chi lo aveva insultato. Fortunamente, come dice lo stesso Mek, non si è ripetuto l'episodio, così da lasciar spazio al sano sport. "E' scandaloso che al giorno d'oggi, in una società evoluta come la nostra, ci siano episodi simili. Chi ha offeso Boateng - l'episodio si è ripetuto proprio sabato in contemporanea della gara di Yabrè sempre a Busto Arsizio ma nella categoria Berretti contro il Casale - è gente che fa quelle cose solo perchè è in gruppo. Dentro agli stadi ci si sente al sicuro, mentre per strada è molto difficile trovare deficienti del genere."


