Il caso Ribery: da "quasi" Pallone d'Oro a eterno infortunato
Il Bayern Monaco ha concluso il 2015 nel migliore dei modi, con la Bundesliga già virtualmente in tasca e con il passaggio agli ottavi di finale. Eppure c'è una nota negativa nell'annata bavarese, un particolare che preoccupa in vista della seconda parte della stagione: che fine ha fatto Franck Ribery? Il francese è ormai assente da parecchio tempo ed anche quest'anno ha giocato con il contagocce. Basti pensare che nello scorso campionato è sceso in campo solamente 15 volte, mettendo a segno comunque 5 reti. Nel campionato attuale una sola presenza, senza lasciare traccia. I suoi acciacchi sono diventati ormai un vero e proprio caso. Il calvario del francese è iniziato verso la fine del 2014 e si è protratto con alcune pause, purtroppo di breve durata, fino ad oggi.
Il suo 2015 si è concluso già a marzo, con l'infortunio alla caviglia rimediato durante il match di ritorno degli ottavi di finale contro lo Shaktar Donetsk. Sono serviti a poco i suoi sforzi per riprendersi. Lo ha ammesso lo stesso Ribery, lasciando filtrare un velo di delusione e di scoramento per le tante e troppe ricadute che il suo fisico gli impone come fardello e che il suo talento non può dribblare, come è solito fare con gli avversari sul terreno di gioco. Addirittura si è parlato di un clamoroso addio al calcio a soli 32 anni. La vera impresa per lo staff medico del Bayern Monaco sarà il recupero non solo fisicamente ma anche mentalmente un uomo, ancor più che un giocatore, sfiduciato e preoccupato per il numero incredibilmente alto di acciacchi rimediati in questi anni. Ribery dovrà lavorare parecchio per ritrovare la giusta condizione e l'autostima venuta meno in questo difficile momento. Non sarà un'impresa semplice ma deve assolutamente trovare dentro di sé le risorse per tornare ad incantare le platee europee e mondiali.
Il Bayern ha bisogno di lui. Con il francese in campo, la macchina di Guardiola ha dato spettacolo. Basti vedere la scioltezza con cui superò il girone con Manchester City, Roma e CSKA Mosca nella scorsa edizione della Champions League. Senza l'estro di Ribery, i bavaresi hanno accusato un calo importante, evidenziato dal doppio confronto con il Barcellona di Luis Enrique. Probabilmente, con il miglior Ribery, il Bayern avrebbe creato molti più grattacapi alla difesa blaugrana ma restano congetture che lasciano il tempo che trovano e forse fanno solo aumentare i rimpianti dei tifosi tedeschi. Se il francese tornasse, sarebbe un acquisto importante per Guardiola, che potrebbe ridare freschezza, vivacità ed imprevedibilità ai suoi schemi. E poi c'è un Europeo che si gioca proprio in Francia. Un motivo in più per non mancare all'appuntamento. E gli amanti del calcio fanno il tifo perché questo accada, per rivedere in campo Ribery. Perché la bella storia del transalpino, considerato da molti come l'erede di un certo Zinedine Zidane e "quasi" Pallone d'Oro nel 2013, non può finire così. Aspettiamo un dribbling dei suoi, una sua percussione capace di accendere l'animo di chi ama il gioco del calcio. Il 2016 è alle porte e Franck non può mancare.


