Serie A: valzer di panchine
Per capire il domino delle panchine di Serie A per il prossimo anno, tanto gira intorno al nome del prossimo allenatore del Milan. Berlusconi è stato chiaro, Mihajlovic dipende dai risultati. Ad ascoltare le parole del presidente, vincere la Coppa Italia gli garantirebbe la permanenza in rossonero. E’ chiaro però che il rapporto si sia logorato nei mesi e probabilmente nemmeno una vittoria contro la Juventus lo metterebbe totalmente al riparo.
Anche perché il Milan sta continuando a pensare al nome del successore. Da una parte ci sono le tentazioni dello stesso Berlusconi, che considera Christian Brocchi un suo fedelissimo e vorrebbe affidargli un progetto a lungo termine. Dall’altra però ci sono i timori sulla mancanza di esperienza a grandi livelli, considerata la precedente esperienza negativa con Pippo Inzaghi.
Per questo, gli altri due nomi valutati con grande interesse restano quelli di Di Francesco e Donadoni, che però dopo aver parlato con Joey Saputo, ha espresso la volontà di rimanere al Bologna e di rinunciare alla possibilità di ritornare in nazionale o prendere in considerazione altre chiamate. Sull’allenatore del Sassuolo invece ci sono problemi di tempistica.
La finale di Coppa Italia sarà il 21 maggio e il club di Squinzi non può permettersi di aspettare quella data per programmare la prossima stagione. Non può insomma essere legato ai risultati del Milan. Ha chiesto a Di Francesco di prendere una decisione definitiva entro il 15, massimo il 20 aprile. Continuare con i nero-verdi per proseguire il progetto ambizioso avviato dalla società oppure decidere di giocarsi la sua grande chance di carriera in una big come il Milan. Tentazioni, riflessioni…
Chiaro che il Sassuolo non possa farsi trovare impreparato se Di Francesco decidesse di andare via. Quindi la dirigenza emiliana sta cercando di sondare il terreno per capire chi possa essere eventualmente il suo migliore erede. Due profili su tutti: Pioli, per il quale il ciclo alla Lazio sembra essere terminato nonostante un contratto che lo leghi ai biancocelesti fino al 2018, oppure Giampaolo che tanto bene sta facendo ad Empoli.
Per il dopo-Pioli invece la Lazio ancora non ha scoperto le sue carte. La soluzione ovvia porterebbe a Mihajlovic, amato dai tifosi, ma non in grandi rapporti con la società. Per questo, la Lazio prenderebbe in considerazione l’ipotesi di poter mettere sotto contratto Ventura, allenatore esperto come Reja e Papadopulo, scelti negli anni di gestione Lotito proprio per la loro capacità di fronteggiare situazioni complicate come quella che stanno vivendo adesso i biancocelesti.
Per il Torino era stato valutato proprio il nome di Pioli, ma per il momento non convince pienamente. Per la sostituzione di Ventura, in pole, resta sempre Gasperini, che però intanto ha già incontrato l’Atalanta. Il dopo Reja può essere lui oppure Maran, che ha ottenuto risultati importanti con il Chievo e sembra pronto per un ulteriore passo avanti nella sua carriera fatta di tanta gavetta e grandi sacrifici.
Un altro nome buono per il Torino è Mazzarri, ma solo se abbassa le pretese visto che ha un ingaggio alto, che deriva dal contratto che aveva stipulato con l’Inter. Resta da capire chi possa sostituire Gasperini sulla panchina del Genoa. L’evoluzione naturale porterebbe a Juric, l’allievo del Gasp, che ha stupito tutti traghettando il Crotone ad un passo dalla Serie A. Una riflessione però Preziosi la sta facendo anche su Massimo Oddo, altro allenatore emergente nonostante le ultime difficoltà con il Pescara.


