Coppa delle Coppe 1967-1968: Hamrin "Re di coppe" porta il Milan al trionfo
Correva l’anno 1968. Il mondo vive una delle sue più profonde trasformazioni culturali sotto il rumore assordante delle bombe che esplodono in Vietnam e delle note che sgorgano da stratocaster destinate o a prendere fuoco o, molto più semplicemente, ad essere sfasciate sui palchi da dove si professa l'amore libero. È anche l’anno in cui, fra la primavera di Praga e l’elezione di Richard Nixon a 37° presidente degli Stati Uniti, la Coppa delle Coppe torna ad essere sollevata da braccia italiane. Questa volta è il turno del Milan che, nello stesso anno, accompagna al trionfo europeo anche la conquista del suo nono scudetto. È il Milan di Nereo Rocco; uno dei più splendenti nella storia rossonera grazie a stelle del calibro di Cudicini, Trapattoni, Schnellinger, Rivera e Scala.
La squadra meneghina non risparmia nessuno nella cavalcata europea. Pronti via fa subito fuori Levski Sofia (risultato totale di 6-2 per i diavoli); poi tanti saluti anche agli ungheresi dello Gyori ETO, eliminati agli ottavi, allo Standard Liegi ai quarti, e perfino al Bayer Monaco di Franz Beckenbauer superato nel doppio confronto di semifinale.
Il Milan arriva dunque in una forma smagliante, con l’autostima a mille dopo la fresca vittoria del campionato, a giocarsi a Rotterdam la finale della coppa contro i tedeschi dell’Amburgo. Il 23 maggio 1968, Rocco decide che vuole vincere a tutti i costi la partita, e così manda in campo i migliori: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Trapattoni, Rosato, Scala, Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera e Prati. Notate niente di strano? Già, fra gli 11 c’è anche Kurt Hamrin, lo stesso calciatore che 7 anni prima era stato capocannoniere della Coppa delle Coppe con la Fiorentina vincitrice della manifestazione; col senno di poi potremmo definirlo un vero e proprio talismano.
Davanti a 50 mila spettatori il Milan sfoggia una grande prestazione, dispensando perle di grande calcio già ad inizio match, e ancora una volta con il “Re di coppe” Hamrin, autore al 3’ e al 20’ delle due reti che permetteranno ai rossoneri di festeggiare la notte stessa. La prima delle due marcature nasce da un’azione ben costruita dagli uomini di Rocco che si conclude con il tocco finale dello svedese su cross del Anquilletti. Il secondo invece è un gol in solitaria scaturito da un errore in fase di rimessa dai tedeschi che, perdendo palla, sono costretti ad inseguire Hamrin che salta due avversari e poi batte il portiere portando il risultato sul definitivo 2-0.
Basta questo per regalare al Milan la prima Coppa delle Coppe della sua storia nonché un formidabile double che fa impazzire i tifosi rossoneri. Fu un’emozione così forte che, in quel di Milano, tutti si ripromisero di provare di nuovo.
Promessa mantenuta a metà.


