Italia, Bianchedi: "Scetticismo? Non mi aspettavo altro, ma non voglio convincere nessuno"
Diana Bianchedi torna a parlare. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere la scelta di Giovanni Malagò di nominarla nuova capodelegazione della Nazionale italiana e oggi l'ex atleta Olimpionica e vicepresidente del Coni è tornata a parlare ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. "Avrei dovuto parlare con più calma con il presidente Buonfiglio", ha esordito la Bianchedi in merito alle polemiche sollevate dal Coni per incompatibilità dei ruoli. "Adesso ci siamo presi del tempo per capire cosa comporti questo incarico. esamineremo punto per punto ogni aspetto per capire come procedere. Se qualcosa non fosse compatibile con il mio ruolo di vicepresidente vicario apporteremo delle modifiche. Siamo allineati".
Il nuovo incarico da capodelegazione della Nazionale
Bianchedi si è poi spostata a parlare del nuovo incarico: "Malagò ha parlato di rivoluzione culturale, due parole toste per avvicinare due mondi, calcio e sport, che paradossalmente sono un po' lontani. Lo scetticismo? Io non voglio convincere nessuno. Da ex atleta, non penserò mai di avere una medaglia in tasca senza aver ancora gareggiato, quindi non mi aspettavo altre considerazioni. Il mio ruolo sarà quello di unire il mondo del Coni e del calcio perché la maglia azzurra è di tutti". E a chi dice che è stata scelta perché donna, risponde: "E' un concetto che mi fa accapponare la pelle. Io sono stata scelta per il mio rapporto di lavoro con Malagò, per le sfide difficili portate avanti con passione e fiducia, cose che vanno al di là del genere. Già che ci siamo una precisazione: non sono mai stata socia dell'Aniene…".
Bianchedi: "Mi sento prontissima
Parlando a livello personale di questa avventura che le si prospetta, Bianchedi ha infine aggiunto: "Mi sento prontissima. Non esistono sfide facili in partenza ma non sono spaventata. Le affronterò con entusiasmo e attenzione. veniamo da un periodo difficile, sento tanta responsabilità. Lavoreremo di squadra per riportare i ragazzi a vedere il Mondiale tra 4 anni. Se ho sentito Mancini e Ranieri? Sì, sono stati carinissimi. Ci siamo promessi di vedersi".






