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Serie A, il punto di Arrigo Sacchi: "Bianconeri avanti dieci anni, serve il gioco per competere"TUTTOmercatoWEB
© foto di Giovanni Padovani
giovedì 18 agosto 2016, 14:30News
di Giovanni Musella
per Tuttochampions.it

Serie A, il punto di Arrigo Sacchi: "Bianconeri avanti dieci anni, serve il gioco per competere"

Per Arrigo Sacchi la Juventus è ancora favorita e indica la strada per provare a batterla.

Per l'ex tecnico rossonero e della Nazionale, Arrigo Sacchi, non ci sono dubbi, la squadra da battrere è ancora e sempre lei, la Juventus. Nonostante la cessione di un grandissimo come Pogba l'ex tecnico rossonero vede ancora nella Juventus la favorita assoluta per la conquista dello Scudetto 2016/17 e con l'arrivo di due stelle come Pjanic Higuain, il divario tecnico con le pretendenti si è ancora ampliato, .

"E' difficile immaginare un epilogo diverso. La Juventus ha rinforzato la squadra e saccheggiato la concorrenza. Higuain e Pjanic non sono giocatori normali. Pogba? Un singolo non cambia la prospettiva. La società è avanti dieci anni rispetto alle concorrenti e Allegri è molto bravo sia tatticamente sia a gestire il gruppo", sottolinea Sacchi intervistato dal 'Corriere della Sera'.

Poche quindi le speranze per la concorrenza: "Solo la regina può perdere il suo trono. Però le altre devono farsi trovare pronte attraverso il gioco. Il gioco viene prima dei giocatori e aiuta a migliorarli. Un po’ come nel cinema: per fare un bel film la trama conta più degli attori. Giovannona Coscialunga non sarebbe diventato un cult neppure con Robert De Niro".

Sacchi fa un analisi anche sul Napoli, vicecampione d'Italia, orfani proprio del capocannoniere Higuain: "La squadra, facendo la somma dei valori tecnici, non ha speranze. Ma per fortuna il calcio non è aritmetica e Sarri è davvero molto bravo: alle capacità tattiche di chi studia e lavora sul campo, abbina la genialità. Tu guardi una partita del Napoli e capisci subito chi è l’allenatore. Questo vale anche per Spalletti. Squadre con uno stile ben identificabile come lo sono quelle di Guardiola".

L'ex Ct azzurro, quindi, promuove anche il nuovo tecnico interista De Boer ma con qualche riserva: "Lo conosco bene e mi piace molto. È un cultore del gioco e con l’Ajax ha vinto senza grandi budget. Ma riuscirà a sfondare con giocatori non scelti da lui? L’Inter, in questo momento, mi pare un grande punto interrogativo".

Bocciato senza appello invece il Milan: "È ancora più indietro. Non è chiara la proprietà cinese e la squadra deve prendere una sua fisionomia. È difficile per me esprimere giudizi, sono ancora confuso anche se l’ultimo Berlusconi, troppo distratto dalla politica, non era troppo vicino al primo. Una volta, quando allenavo il Milan, mi disse: per me il calcio è la cosa più importante dopo la mia famiglia".

Il vero banco di prova per la Juventus, quindi, sarà la Champions League: "Sul mercato ha alzato il livello individuale, ora deve imparare a comandare il gioco: in Europa funziona così. Sono curioso di vedere Higuain. È stato fenomenale con il Napoli e mi chiedo se sentirà la mancanza di una squadra che lavorava per lui". 

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