Coppa delle Coppe 1983-1984: Boniek regala il titolo alla Juventus
Dopo il secondo trionfo del Milan in Coppa delle Coppe (1-0 il 16 maggio 1973) bisognerà aspettare fino all’edizione del 1983-1984 per riportare il trofeo in Italia. A farlo questa volta è la Juventus, squadra il cui pedigree, oltre che le vittorie in campionato, le avevano quasi sempre imposto di partecipare alla Coppa dei Campioni. Ed è proprio in Coppa Campioni che l’anno prima in casa bianconera si vive un piccolo dramma sportivo, con la Juventus costretta ad arrendersi in finale contro l’Amburgo per 1 a 0 in una maledetta notte di primavera allo stadio Olimpico di Atene.
Sulla panchina, già dal ’76, c’è Giovanni Trappatoni, uno che con la Coppa delle Coppe ha una certa familiarità avendone vinta una da calciatore con la maglia nel Milan nel 1968. È lui il vero valore aggiunto della Juventus nella manifestazione europea, sempre che una squadra con Cabrini, Scirea, Tardelli, Boniek e Platini avesse bisogno di un mark-up che non fosse già in campo.
Quell’anno contro la Juve c’è davvero ben poco da fare; i bianconeri vincono lo scudetto, guadagnando l’ennesimo accesso per la stagione seguente alla Coppa Campioni (che vinceranno) e fanno man bassa di risultati anche in Coppa delle Coppe prima di arrivare in finale. Vengono fatti tutti fuori: dal Lechia Danzica al Manchester United, passando per Paris St.Germain e i finlandesi dell’Haka.
È dunque finale, il 16 maggio 1984, contro il Porto allo Jackob Stadium di Basilea. Trapattoni per il match manda dentro: Tacconi, Gentile Cabrini; Bonini Brio Scirea; Vignola Tardelli Rossi Platini Boniek. I bianconeri fanno subito capire che, per quanto aperta, la ferita della finale di Atene dell’anno prima non condizionerà il match. Pronti via (13’) e Vignola spedisce la palla in rete da posizione impossibile su assist di Platini. 1 a 0 per la Juve. Il vantaggio dura però poco, visto che Sousa al 29', con l’ausilio della fortuna e delle astruse leggi della fisica, inventa il gol della vita battendo Tacconi. 1 a 1 e tutto da rifare. A pochi minuti dalla fine del primo tempo sale quindi in cattedra Boniek. Arriva al 41' il suo gol, quello definitivo del 2-1 che sugella il match e regala la conquista del titolo alla Juve che si laurea campione della Coppa delle Coppe per la prima e unica volta nella sua storia.
Una gioia europea che, come detto, i bianconeri saranno destinati a provare anche l’anno seguente ma con un "pizzico" di soddisfazione in più.


