Roma, addio Sabatini dopo cinque anni, 100 giocatori e aumento dei ricavi
E' ormai giunta alla fine la tormentata storia d'amore tra Sabatini e la Roma. Una fine che sarebbe potuta giungere anche prima ma che, per volere di Pallotta, non è accaduta. Una rescissione consensuale figlia di vedute diverse sulla gestione delle risorse economiche e della squadra. Una conclusione del rapporto arrivata sette mesi dopo quella famosa email che Sabatini aveva inviato a Pallotta chiedendo di esser liberato e che il numero uno americano prima accettò per poi ritornare sui suoi passi.
Una visione di vedute diverse al punto da far creder all'ex ds di Lazio e Palermo di non esser libero nelle scelte, nel fare e nel disfare, anche eventualmente nello sbagliare. In questi cinque anni, Sabatini è stato spesso criticato dai tifosi per via dei risultati non sempre eccellenti della squadra.
Eppure, secondo quanto riporta l'edizione odierna della 'Gazzetta dello Sport', in questi anni, l'ormai ex direttore sportivo ha movimentato oltre cento giocatori, tra entrate e uscite, regalando alla Roma una ricchezza inconfutabile: la patrimonializzazione, che anche il bilancio chiuso ieri (esercizio 201516) fissa in 192,6 milioni di euro, con un +43% sull’anno precedente (134,7). Quando arrivò, nell’estate 2011, il dato era 37,4, tanto per intendersi. Una crescita senza fine, nonostante nel suo percorso ci siano stati anche alcuni errori come Doumbia (14,5+1,5 di bonus), Iturbe (24,5) e Juan Jesus (10) e altri meno pesanti come Uçan (4,75), Kjaer (3,5) e Destro (16). Ma anche tante operazioni indovinate: Marquinhos, Strootman, Pjanic, Benatia, Lamela, Manolas, Castan, Nainggolan e Salah, solo per citare le maggiori.


