La Repubblica - "Scudetto e Champions cosa serve alla nuova Inter per la partita doppia"
L’Inter viene da una stagione che due motivi hanno reso memorabile: lo scudetto numero 20, con la sospirata seconda stella, e il passaggio di proprietà dai cinesi del gruppo Suning agli americani del fondo Oaktree a scriverlo è il collega Paolo Condò sull'edizione odierna de La Repubblica - L’ovvio traguardo che si pone, dopo una finale di Champions e uno scudetto in solitaria, è il perseguimento di entrambi gli obiettivi.
Due anni fa il bilancio delle gare di campionato prima e dopo la Champions fu di 9 vittorie, 1 pareggio e 9 sconfitte (e l’Inter chiuse la A quarta); l’anno scorso fu di 13 vittorie e 3 pareggi (e in Champions uscì agli ottavi). Trasparente quindi l’intento di privilegiare lo scudetto, espresso attraverso l’uso dei titolari. Occorre un riequilibrio, e forse un uomo in più, uno in grado di cambiare le dinamiche offensive quando necessario: da qui a fine mese, il nome di Federico Chiesa ricorrerà spesso.


