Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / championsleague / Storia della Champions
1988-89: Il Milan olandese travolge l’EuropaTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 3 marzo 2011, 09:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta
per Tuttochampions.it

1988-89: Il Milan olandese travolge l’Europa

La fine degli anni Ottanta segna il ritorno sulla scena internazionale del Milan, tornato campione d’Italia a nove anni di distanza dallo scudetto della stella. In questo periodo i rossoneri hanno vissuto due volte l’onta della Serie B, ma con l’avvento alla presidenza di Silvio Berlusconi è stato un attimo diventare la squadra leader del campionato e rivoluzionare il calcio italiano. La vittoria dello scudetto non è stata affatto facile, però, contro il Napoli di un Maradona ancora ai vertici della sua carriera e che viene superato solo con una rimonta sorprendente nel finale di stagione. Sotto la guida di Arrigo Sacchi, tecnico esordiente in A e ancora guardato con sospetto pure dopo la vittoria, il Diavolo inizia il cammino europeo a suon di gol contro i bulgari del Vitosha, con uno straordinario poker di Marco Van Basten. Le avversarie più insidiose, oltre al PSV campione in carica che è esentato dal primo turno, passano tutte senza problemi, ad eccezione del Porto e del Bruges che faticano più del previsto. I portoghesi rischiano la clamorosa rimonta dall’HJK Helsinki dopo il 3-0 dell’andata, mentre i belgi superano il Brøndby solo grazie al gol nel finale proprio di un danese, Brylle Larsen.
Agli ottavi si comincia a fare sul serio con i primi scontri diretti. Entra in scena il PSV e lo fa travolgendo sotto cinque reti il Porto, concedendogli poi la vittoria casalinga. Tutto facile anche per Real Madrid e Steaua Bucareşt, doppie vittorie rispettivamente contro i polacchi del Gornik Zabrze e lo Spartak Mosca. Sorprendono i francesi del Monaco, travolgenti con sei reti rifilate al Bruges, mentre il Werder Brema, tornato campione di Germania dopo oltre venti anni, si prende il lusso di andare a vincere in casa di una grande (decaduta) come il Celtic Glasgow. Il Milan intanto incontra molte più difficoltà del previsto per superare la Stella Rossa. A San Siro gli jugoslavi impongono l’1-1 andando in vantaggio con Dragan Stojković e venendo subito raggiunti da Virdis. A Belgrado va in scena la famosa “partita della nebbia”. Il futuro milanista Savićević ha appena portato in vantaggio i suoi, ad inizio ripresa, quando l’arbitro è costretto a sospendere il match per mancanza di visibilità salvando un Milan fin lì deludente. Si rigioca il giorno dopo e i rossoneri, pur se incerottati, protestano per un gol non assegnato dall’arbitro e passano poi in vantaggio con Van Basten. Stojković però rimedia subito e si va ai rigori dove Giovanni Galli si erge a protagonista portando avanti i suoi con due parate su Savićević e Mrkela.
La terribile battaglia con la Stella Rossa si fa sentire anche ai quarti contro il Werder. In Germania l’arbitro annulla un gol per parte, ma a decidere il doppio confronto è il direttore di gara del ritorno, che assegna al Milan l’inesistente rigore decisivo, trasformato da Van Basten. Va detto, comunque, che per le occasioni create il passaggio del turno è meritato. Ad attendere in semifinale i rossoneri ci sarà il Real Madrid, che ha la meglio sul PSV dopo due autentiche battaglie che molti considerano come finali anticipate. In Olanda Butragueño porta avanti gli spagnoli, raggiunti però dal brasiliano Romário, il volto nuovo dei campioni d’Europa. Al Bernabeu è sempre lui a firmare, nel finale, la rete che pareggia il rigore di Hugo Sánchez, ma nulla può dopo la rete nei supplementari di Martín Vázquez che poi vedremo anche in Italia al Torino. Dall’altra parte del tabellone la Steaua soffre all’andata con l’IFK Göteborg, ma è travolgente in casa con cinque reti, tre delle quali di Lăcătuş. I rumeni sono dunque i favoriti per arrivare in finale, opposti al sorprendente Galatasaray, che porta il calcio turco dove mai prima era arrivato prima eliminando il Monaco.
Il Cim Bom non va però oltre, stoppato come previsto dalla Steaua che chiude i conti già all’andata con un perentorio 4-0. Gli occhi di tutta Europa sono però puntati su Real Madrid e Milan, due grandissime protagoniste del primo decennio della Coppa tornate ora a sfidarsi per la supremazia continentale. Al Bernabeu il Milan si scopre cigno spaventando le merengues come quasi mai era successo loro sul proprio campo. I rossoneri sono nettamente superiori ma subiscono la beffarda rete di Hugo Sánchez a fine primo tempo. Il meritato pareggio lo firma Van Basten, con un colpo di testa in avvitamento che beffa il portiere Buyo ed entra nell’iconografia del club milanese. Gli uomini di Sacchi avrebbero anche da lamentarsi per l’ennesimo gol annullato, ma a San Siro tutte le recriminazioni spariscono, perché va in scena un’autentica sinfonia. Il dominio è assoluto e stavolta c’è anche la precisione nei tiri. Alla mezzora sono già arrivate le reti di Ancelotti e Rijkaard, seguite da quelle di Gullit, Van Basten e Donadoni. Il Real Madrid è annichilito e abbandona per l’ennesima volta e nel modo più fragoroso il suo sogno di tornare campione. Chi invece a questo punto lo può cullare è il Milan, che vola a Barcellona per la finale con tutti i crismi della grande favorita.
Il 24 maggio, quindi, oltre ottantamila tifosi rossoneri invadono il Camp Nou, approfittando anche dell’assenza dei rumeni, bloccati in patria dal regime che sarebbe caduto proprio a fine anno. La Steaua non è quella che tre anni prima si è laureata campione d’Europa, ma può comunque contare su un fortissimo attacco, guidato da Lăcătuş, che contende a Van Basten il titolo di capocannoniere del torneo, e ispirata a centrocampo dall’emergente Gheorghe Hagi, che presto diventerà il miglior giocatore di sempre del suo Paese. Contro la fortissima difesa milanista e la potenza di fuoco del trio olandese c’è però poco da fare. Già al ventesimo, dopo aver colpito un palo e dopo l’ennesimo gol annullato, stavolta a Van Basten, Gullit porta in vantaggio i suoi sfruttando un rimpallo tra il portiere ed un difensore. Dieci minuti ed arriva il raddoppio di Van Basten, che svetta di testa su cross dalla destra di Tassotti. Altri dieci giri di lancette e Gullit, dopo aver controllato al limite, fulmina Lung con un destro potentissimo. È un autentico trionfo, condito ad inizio ripresa dal poker servito da Van Basten, con un preciso diagonale su passaggio in profondità di Rijkaard. Era dal 1974 che una finale non terminava con una vittoria così larga. Il Milan torna sul tetto d’Europa a 20 anni dall’ultima volta, la squadra di Rocco ha trovato i suoi eredi. Inizia una fase nuova per il calcio italiano, che sarà protagonista assoluto degli anni a seguire, con nove finali disputate su dieci.
 

Altre notizie