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Champions, Premier o Mondiale: nessuna differenza. Haaland segna sempre all'esordio
Erling Braut Haaland ha costruito gran parte della sua reputazione su una caratteristica: la capacità di incidere immediatamente, spesso già al debutto. Una tendenza che si è ripetuta in quasi tutte le tappe della sua carriera.
L’attaccante norvegese ha segnato tre gol alla prima presenza in Champions League con il Salisburgo contro il Genk nel 2019, e ha replicato l’impatto immediato anche in Bundesliga, realizzando una tripletta all’esordio con il Borussia Dortmund contro l’Augusta. In Premier League, con il Manchester City, ha debuttato con due reti contro il West Ham, confermandosi subito decisivo anche nel calcio inglese.
Lo stesso schema si è ripetuto in altre partite di alto profilo, come il primo derby di Manchester, chiuso con tre gol, e la prima presenza in Champions League con il City - proprio contro il Borussia Dortmund -, ancora con una doppietta. Anche con la Norvegia il rendimento segue una linea simile. Nelle competizioni ufficiali, Haaland ha segnato 22 gol nelle ultime 11 partite (escluse le amichevoli). Una media spaventosa, un rendimento che evidenzia non solo la capacità realizzativa, ma anche la rapidità con cui Haaland riesce ad adattarsi ai contesti più competitivi.
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